Toscana

“Libro Bianco per una Toscana accogliente, solidale e plurale”, si è svolta a Prato la terza tappa del percorso partecipato

Scritto da Redazione, giovedì 5 novembre 2026 alle 19:11

Terza e penultima tappa oggi del percorso partecipativo per l’elaborazione del “Libro Bianco per una Toscana accogliente, solidale e plurale – Buone pratiche e proposte per l’inclusione delle persone con background migratorio”. L’iter è promosso dall’assessora con delega all’accoglienza e all’immigrazione Alessandra Nardini, in collaborazione con l’Osservatorio sociale regionale e ANCI Toscana, per giungere alla redazione di un nuovo testo dedicato alle sfide e alle politiche per l’immigrazione.

Il percorso oggi ha toccato Prato, città multiculturale, con la più alta percentuale in Italia di persone residenti di origine straniera (27%) rispetto alla popolazione totale.

L’appuntamento odierno, ospitato nell’Officina Giovani in piazza dei Macelli, si è contraddistinto per la grande partecipazione sia nella sessione plenaria di apertura sia nel corso dei tavoli tematici. L’apertura dei lavori ha visto gli interventi dell’assessora Nardini, promotrice dell’iniziativa, della vicepresidente Mia Diop, dell’assessore alla formazione professionale e al lavoro Alberto Lenzi. A portare i saluti della città ospitante il vicesindaco Diego Blasi, che ha preso la parola in avvio di giornata.

“Anche a Prato una giornata di confronto ricca di riflessioni e sollecitazioni interessanti che saranno preziose nella stesura del nostro nuovo Libro Bianco. Colpisce positivamente, in ogni tappa, la grandissima partecipazione, segno evidente che la Toscana su questi temi ha una storia e una sensibilità che portano tantissime realtà a voler partecipare e dire la propria. Una risposta bellissima rispetto ad una iniziativa, quella del nuovo Libro Bianco, a cui tengo moltissimo e a cui stanno contribuendo e contribuiranno tanti Assessorati e direzioni regionali diverse. 
Il fenomeno migratorio non è un fenomeno emergenziale, ma strutturale, ed una Toscana davvero accogliente, solidale e plurale si può costruire solo partendo dall’ascolto e dal confronto, superando la frammentazione ed elaborando insieme politiche che rispondano a questo obiettivo” ha spiegato Nardini durante le conclusioni, rilanciando l’appuntamento finale del percorso in programma a Pisa e rivolgendo un ringraziamento a chi ha partecipato, ad ANCI Toscana e all’Osservatorio Sociale Regionale con cui la Regione porta avanti questo progetto e a  Sociolab, il soggetto che accompagna la discussione nei tavoli tematici.

Anche nella tappa odierna, sono intervenute amministratori e amministratrici,  rappresentanti di realtà del terzo settore, associazionismo, parti sociali, sia associazioni datoriali che organizzazioni sindacali, mondo della formazione e dell’istruzione, per dare il proprio contributo sui temi al centro della tappa: formazione, orientamento e competenze; inserimento lavorativo e presa in carico sociale-lavoro; promozione della legalità; contrasto dello sfruttamento lavorativo; imprese, reti territoriali e sviluppo locale.

Nardini, nell’intervento introduttivo, aveva ribadito l’obiettivo alla base del percorso verso il Libro Bianco: “A dieci anni dal primo Libro Bianco toscano vogliamo andare oltre rispetto ai percorsi di accoglienza e condividere le buone pratiche di inclusione e cittadinanza attiva che in questi anni sono nate nei territori toscani, ma anche confrontarci sulle criticità, a partire da quelle normative, anche al fine di sollecitare i livelli istituzionali superiori ad intervenire”. L’approccio, per Nardini, è quello di chi vuole “andare oltre una narrazione spesso solo strumentale e propagandistica, partendo dalle esperienze dei territori”. “La Toscana – ha aggiunto – è da sempre terra orgogliosamente accogliente e solidale, e continueremo ad impegnarci perché continui ad essere plurale e lo sia sempre di più, offrendo ad ogni persona le stesse opportunità e garantendo gli stessi diritti e la stessa dignità”.

La vicepresidente Diop ha espresso condivisione verso l’idea di “superare una gestione settoriale e a compartimenti stagni dell’immigrazione”, che contribuirebbe a “decostruire quella visione che ritrae strumentalmente il migrante come nemico della società “. Secondo Diop, “è indispensabile adottare un modello trasversale e intersezionale che tenga legati ambiti cruciali come il lavoro, la sanità, lo sport e la legalità. La Toscana, anche attraverso il percorso del Libro Bianco, sta lanciando un messaggio chiaro e importante in questo senso”.

“Siamo convinti che per promuovere l’inclusione lavorativa delle persone migranti occorra muoversi seguendo un principio cardine, che è non lasciare indietro nessuno, e un metodo, quello della sinergia tra assessorati, parti sociali e centri per l’impiego”, ha detto l’assessore Lenzi, che ha ricordato i 325 milioni di euro in formazione e politiche attive per il lavoro investiti nell’ultimo anno.

Il vicesindaco di Prato Blasi si è soffermato sullo sfruttamento lavorativo, tema che riguarda direttamente il tessuto produttivo pratese e in particolare il distretto della moda. “Un fenomeno che va contrastato non solo con gli strumenti dell’amministrazione”, ha detto Blasi ringraziando la Regione per l’impegno con il progetto Prato Lavoro Sicuro e gli uffici comunali per la loro azione quotidiana. Ma, ha aggiunto, serve fare con coraggio un lavoro politico e culturale. “Da un lato dobbiamo valorizzare e supportare le imprese sane del distretto, che sono la maggioranza. E poi dobbiamo dirci – ha proseguito Blasi – che non esiste un distretto parallelo di ditte cinesi, ma un unico distretto che ha delle sacche di illegalità che dobbiamo combattere. E su questo il Comune fa la sua parte”.

In occasione della tappa di Prato, ha inviato un saluto anche Alessandra Biondi, sindaca di Civitella Paganico e delegata di Anci Toscana alle politiche per il lavoro e la formazione. “Il tema dell’inclusione e della partecipazione dei cittadini con background migratorio – ha osservato Biondi – è centrale perché i Comuni sono ogni giorno in prima linea nella gestione delle difficoltà ma anche delle opportunità legate all’incontro di culture. Il confronto sulla formazione e sul lavoro è fondamentale e Anci lavora da tempo con la Regione Toscana, con i Comuni, le Zone distretto, i servizi socio lavorativi territoriali e con la rete del Terzo settore per promuovere l’integrazione delle risposte e la presa in carico integrata per tutte e tutti”.

A dare l’avvio ai lavori dei focus tematici, erano stati i contributi introduttivi dei dirigenti regionali dei settori welfare e innovazione sociale, formazione per l’inserimento lavorativo e lavoro.


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