«Sicurezza, do voce a una preoccupazione reale. Questione di politica giudiziaria, non retrocedo» Replica del sindaco Ciarpella al procuratore Iannella
«Mi rammarica che il procuratore Iannella abbia letto nel mio intervento un attacco all’istituzione che rappresenta. Un attacco che non c’è mai stato. Le sue parole non mi faranno retrocedere, anzi mi convincono ancor di più di ciò che ho detto e della stortura di una politica giudiziaria, sottolineo politica giudiziaria, che non riesce a garantire la domanda di sicurezza dei cittadini».
E’ la replica del sindaco di Porto Sant’Elpidio, Massimiliano Ciarpella, al procuratore capo di Fermo, Raffaele Iannella e alla sua presa di posizione, nettissima, contro le recenti dichiarazioni del primo cittadino che, dopo gli ultimi fatti di cronaca nera in città, è tornato a chiedere con forza “la galera” per i delinquenti, e anche i rimpatri.
«Alcune precisazioni sono d’obbligo, perché non mi possono essere messe in bocca parole che non ho mai pronunciato, né travisato il senso di quello che ho scritto, anche perché non sono animato da nessun fine elettorale. Innanzitutto voglio ribadire il profondo rispetto che nutro per la magistratura. È un potere dello Stato che svolge un ruolo importantissimo e delicatissimo, a garanzia di tutti. Riguardo agli episodi di violenza avvenuti nei giorni scorsi ho parlato, e non sono solito adoperare vocaboli a caso, di questione di politica giudiziaria. Non mi risulta che i procuratori della Repubblica si occupino di politica giudiziaria e già questo basterebbe a chiarire la vicenda. Ma il tema è molto più che lessicale. E non è una questione di essere avvocato prima che sindaco o di avere una qualche contezza della materia. E da rappresentante di una comunità che si interroga sul motivo per cui chi delinque continuamente sia sempre a piede libero, mi allarma la sostanziale resa di fronte al fatto che un soggetto senza domicilio, lo dice il Procuratore, non io, sia sostanzialmente inattaccabile. Non credo allora di aver sbagliato quando ho detto che, se chi delinque non va mai in galera (o al limite possiamo aggiungere anche ai domiciliari) ne consegue un messaggio devastante di sostanziale impunità. È una foto di ciò che accade, non un j’accuse. Che di politica giudiziaria si tratti è oltremodo evidente».
«Il mio era ed è – rimarca il sindaco elpidiense – un tentativo di dare voce, senza alcuna polemica elettorale o intento propagandistico (anche perché non sono candidato a nulla), a una preoccupazione reale che raccolgo in città dopo gli ultimi episodi di cronaca. Ma sono situazioni purtroppo che si verificano non solo qui, nel nostro territorio o nella nostra provincia, ma dappertutto. Il punto che volevo porre, e che rimane, è questo: come comunità ci interroghiamo su come dare una risposta più efficace alla domanda di sicurezza che viene dai cittadini e che sento anche dalle stesse forze dell’ordine. Cittadini che possono essere loro malgrado coinvolti in queste azioni criminali come è purtroppo capitato a due nostre concittadine a cui rinnovo la solidarietà e che dovranno subire, per essersi trovate nel posto sbagliato nel momento sbagliato, due interventi chirurgici per ricomporre fratture multiple agli arti superiori. Una riflessione che credo debba unirci, non dividerci, nell’interesse di tutti. Ovviamente non do la colpa al procuratore, ma nemmeno sono disposto ad arrendermi a questo stato delle cose e con me tanta gente che non solo crede nelle istituzioni, ma le difende».
E non manca la stoccata finale al Pd che sulla vicenda è intervenuto a sostegno del procuratore Iannella e per criticare le parole del primo cittadino: «Ah, per il solito Partito Democratico che non perde occasione per cavalcare notizie sempre dalla parte sbagliata, una prece».
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