A Genova il presidio degli animalisti contro la riforma della caccia: “Fermiamo la barbarie”

Genova. Presidio contro la caccia questa mattina davanti alla Prefettura di Genova. A organizzarlo 20 associazioni schierate contro la riforma della legge sulla caccia, tra cui Animalisti Genovesi, GAIA Animali e Ambiente, AnimaLiberAction, LAV e Associazione Sparta.
I promotori “esprimono però profonda preoccupazione per la decisione assunta pochi giorni fa dalla conferenza dei capigruppo di calendarizzare per il 27 novembre nell’aula della Camera dei deputati, la proposta di legge sulla caccia, già approvata dal Senato.
Una scelta grave perché arriva quando l’esame in commissione Agricoltura è tutt’altro che concluso: numerosi emendamenti devono ancora essere discussi e votati. Decidere di portare il testo in aula in queste condizioni significa solo voler ridurre il confronto parlamentare a una formalità”.
“Il 27 novembre la Camera deciderà la sorte di milioni tra lepri, cervi, caprioli, volpi, tordi, allodole, tortore e anatre. Sono esseri senzienti, non bersagli. Proseguiremo con maggiore tenacia la mobilitazione: gli animali selvatici appartengono alla collettività, non agli interessi di pochi – intervengono gli animalisti -. Desta inoltre sconcerto e preoccupazione che il provvedimento sia affidato a una commissione il cui presidente, il ligure Francesco Bruzzone, ne è anche relatore ed è da sempre tra i più noti sostenitori degli interessi dei cacciatori in Parlamento, mentre la vicepresidente Maria Cristina Caretta è lei stessa cacciatrice. Uno scandaloso conflitto di interessi.
Il testo è già stato oggetto di rilievi da parte della commissione europea per possibili contrasti con il diritto dell’Unione, a partire dalla direttiva Uccelli: “Un segnale che dovrebbe indurre alla prudenza, non ad accelerazioni che rischiano di esporre l’Italia a nuove procedure d’infrazione, i cui costi ricadrebbero su tutti i cittadini”.

“Le specie cacciabili in Italia sono mammiferi e uccelli: animali che la comunità scientifica internazionale riconosce come capaci di provare dolore, paura e stress – ricordano le associazioni oggi in presidio -. La Costituzione, dal 2022, impegna la Repubblica alla tutela degli animali, e il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea li riconosce come esseri senzienti. Una legge che amplia le possibilità di ucciderli a scopo ricreativo va nella direzione opposta”.
Negli interventi in piazza i responsabili delle associazioni hanno rivolto un appello a tutti: ai cittadini, alla comunità scientifica, agli enti locali, alle associazioni, agli insegnanti e agli studenti: “Scrivete ai deputati del vostro collegio la vostra più totale contrarietà e ditelo con forza ognuno di voi dai vostri profili social. Tutti insieme possiamo fermare questa barbarie”.
“Gli animali selvatici non appartengono alle lobby dei fucili e delle cartucce. La legge li definisce patrimonio indisponibile dello Stato e la Costituzione ne affida la tutela alla Repubblica, nell’interesse anche delle generazioni future. Chiediamo ai parlamentari di respingere una riforma sbagliata nel merito e molto preoccupante anche nel metodo, e di restituire centralità alla scienza, alla tutela della biodiversità e all’interesse generale”, concludono.
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