Estensioni Chrome dannose: 319 dirottano le ricerche
Avete mai installato un’estensione Chrome per convertire PDF o per avere un assistente AI rapido? Bene, perché i ricercatori di sicurezza di Socket hanno appena scoperto che 319 estensioni di questo tipo, con un totale di 13,4 milioni di installazioni, facevano qualcosa di molto meno innocuo: intercettavano le vostre ricerche e le instradavano attraverso server controllati dagli sviluppatori prima di mostrarvi i risultati su Bing o Yahoo.
Il meccanismo è subdolo proprio perché non si vede nulla di strano: cercate qualcosa, arrivate ai risultati come sempre. Nel mezzo, però, qualcuno ha aggiunto un identificatore di tracciamento alla vostra query e ha incassato una commissione pubblicitaria dai motori di ricerca. La vostra ricerca è diventata il loro stipendio.
Il ricercatore John Tuckner aveva già scoperto 57 estensioni simili con 6 milioni di utenti nell’aprile dell’anno scorso. La nuova indagine ne ha trovate altre 264, per un totale che si è più che raddoppiato in circa un anno e mezzo.
Non è un fenomeno isolato: è una filiera organizzata.
La parte più fastidiosa è che queste estensioni non richiedono nemmeno codice malevolo per funzionare: sfruttano un’impostazione legittima di Chrome chiamata chrome_settings_override, che permette a un’estensione di cambiare il motore di ricerca predefinito senza eseguire alcuno script sospetto. Una volta installata, l’estensione reindirizza le query verso i propri server, aggiunge i tracker e poi vi spedisce ai risultati di Bing o Yahoo. Tutto trasparente, tutto invisibile.
In un caso documentato, un’estensione chiamata Predator Search mandava la stessa ricerca verso quattro destinazioni diverse a seconda della query: gli operatori potevano decidere in tempo reale dove farvi atterrare, probabilmente in base a quale partnership pubblicitaria rendeva di più in quel momento.
Molte di queste estensioni non erano nemmeno sul Chrome Web Store ufficiale: venivano promosse tramite annunci pubblicitari su siti terzi, il che spiega perché molti utenti non ricordano nemmeno di averle installate. E il rischio non è solo la privacy: alcune di queste estensioni potrebbero reindirizzare verso siti di phishing o pagine con download pericolosi.
La maggior parte delle estensioni identificate è già stata rimossa, ma come spesso accade con questo tipo di minacce, ne compaiono di nuove mentre le vecchie vengono eliminate. Vale la pena fare un controllo, soprattutto se avete installato qualcosa di gratuito negli ultimi mesi senza troppa attenzione.
Per verificare cosa avete installato su Chrome, aprite il browser, cliccate sul menu a tre puntini in alto a destra e andate su Estensioni > Gestisci estensioni. Rimuovete tutto quello che non riconoscete o che non usate più. E soprattutto, evitate di installare estensioni tramite annunci pubblicitari o siti che non siano il Chrome Web Store ufficiale.
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