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Berrettini a Cobolli in lacrime: “Ora vedi tutto nero, aspetta”. E lui prova a rassicurare i tifosi

Le parole giuste. L’amico al tuo fianco quando piangi. Cobolli, in lacrime dopo l’infortunio a Vienna, ha visto i sogni sparire in un attimo: La Davis, le Finals, il suo grande desiderio. Sono lacrime. E nei momenti di sconforto, quando non si riesce a smettere di singhiozzare neanche con una telecamera impietosa che segue il pianto in diretta serve una spalla. E Berrettini, che in quel momento era l’avversario, è stato il compagno di Flavio. “Ora vedi tutto nero – gli dice coprendosi la bocca – ma aspetta. Non devi buttarti giù”.

Sono le parole giuste per non perdere la speranza. Poco dopo infatti Cobolli asciuga le lacrime e scrive su Instagram: “Ho pianto per la delusione. Non erano lacrime di dolore. Ci tenevo molto. Ora gli esami, spero di essere a Parigi”.

Anche dopo la partita che vince per il ritiro di Cobolli, Berrettini non ha altri pensieri: “Mi dispiace davvero tanto per lui. Ci sono passato tante volte, forse anche troppe. È per questo che mi sono emozionato. So quanto possa essere difficile. So quanto desideri essere a Torino e so che l’ultima cosa che vorresti è infortunarti a poche settimane da un appuntamento così importante. Però speriamo che non sia niente di troppo serio”. E racconta la loro amicizia: “Oggi l’idea era semplicemente quella di scendere in campo e celebrare il percorso che stiamo facendo entrambi. Veniamo entrambi da Roma, eravamo due bambini che giocavano a tennis nei fine settimana. Mi ricordo il giorno in cui ha scelto il tennis al posto del calcio e mi ricordo i suoi occhi, gli stessi occhi che ha ancora oggi, quelli di quel bambino che sognava di giocare sui palcoscenici più importanti. E penso che meriti di essere lì, e penso che meriti la carriera che sta costruendo. Perciò gli auguro davvero il meglio”.

Le prossime date

Oggi dunque Cobolli farà gli esami e capirà se riuscirà davvero a rientrare. O se l’infortunio è serio. Se davvero riuscirà a rientrare a Parigi (31 ott – 8 nov) allora davvero non era nulla di grave. Ma il rischio di rinunciare alle Finals (15-22 novembre) e alla Davis (24-29 novembre) ancora è forte.


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