Cinque anni dopo la terza media, dove sono gli studenti del 2021? Il 73,2% è all’ultimo anno delle superiori, il 7,3% ha lasciato gli studi. Il Rapporto INVALSI

Nel 2021 erano in terza media e hanno affrontato le prove INVALSI. Cinque anni dopo, a giugno 2026, più di sette su dieci erano arrivati all’ultimo anno delle superiori senza perdere un colpo, pronti per la maturità.
Gli altri hanno preso strade diverse: c’è chi è rimasto indietro di un anno o più, chi è passato alla formazione professionale, chi si è trasferito all’estero e chi, il 7,3%, ha lasciato la scuola senza un diploma né una qualifica. È il percorso di 515.382 ragazze e ragazzi ricostruito nel Rapporto INVALSI 2026.
Cinque strade diverse
Il gruppo più numeroso è quello di chi ha seguito un percorso regolare: 377.306 studenti, il 73,2%, che a giugno 2026 frequentavano il quinto anno delle superiori. Poi ci sono 59.174 ragazzi (11,5%) ancora a scuola, ma con almeno un anno di ritardo.
Le altre tre strade, secondo le stime INVALSI, riguardano numeri più piccoli. Il 6,9% (35.361 giovani) ha ottenuto una qualifica professionale o sta frequentando un corso per conseguirla; l’1,1% (5.917) è emigrato. Il 7,3%, infine, cioè 37.624 ragazzi, è uscito dal sistema prima di arrivare a un diploma o a una qualifica: sono quelli che in gergo si chiamano ELET, Early Leavers from Education and Training.
Meno abbandoni rispetto al passato
Il confronto con le generazioni precedenti, quelle che hanno finito la terza media nel 2018, nel 2019 e nel 2020, mostra secondo INVALSI “una tendenza al miglioramento dei risultati”, che riguarda la regolarità degli studi ma soprattutto l’abbandono.
Il confronto più preciso è con chi era in terza media nel 2019, l’ultima classe prima della pandemia. Cinque anni dopo, in quel gruppo aveva lasciato gli studi il 9,4%: oggi la quota scende al 7,3%. La percentuale di chi arriva in regola all’ultimo anno, invece, è rimasta quasi la stessa: 73,4% allora, 73,2% oggi. “Nonostante l’impatto della pandemia”, scrive l’istituto, i tassi di abbandono precoce sono in calo.
Nativi e ragazzi con background migratorio
Il rapporto guarda anche all’origine degli studenti: tra i nativi, cioè i ragazzi nati da genitori entrambi italiani, il 77% è all’ultimo anno in regola e il 6,2% ha abbandonato; tra le seconde generazioni, nati in Italia da genitori stranieri, i regolari sono il 54,4% e gli abbandoni il 12,7%; per le prime generazioni, nati all’estero, i regolari scendono al 40,5% e chi ha lasciato gli studi sale al 16,9%. Tra questi ragazzi è anche più frequente il passaggio alla formazione professionale: riguarda quasi uno su cinque (19,9%).
Uno scarto quindi c’è, osserva INVALSI, ma le differenze “non sono così marcate come a volte si tende ad immaginare”. Rispetto alla generazione del 2019, l’abbandono scende per tutti: tra i nativi dall’8,4% al 6,2%, tra le prime generazioni dal 22,9% al 16,9%, tra le seconde dal 13,2% al 12,7%. Sugli ultimi due dati, però, l’istituto invita alla prudenza: le stime per chi ha un background migratorio, spiega, hanno “un livello non trascurabile di incertezza statistica”.
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