il sit-in dei lavoratori del teatro
B.B.
27 ottobre 2026 11:19
“La cultura non si nega, ma con queste paghe il teatro si piega”. È una delle frasi di denuncia comparse sui cartelloni branditi dai lavoratori dello spettacolo oggi, martedì 27 ottobre, di fronte al teatro Verdi. Maestranze, tecnici e artisti denunciano una paga giornaliera lorda pari a 58 euro e un contratto che non viene rinnovato da otto anni, ovvero dal 2018, in una situazione in cui i prezzi continuano a salire e l’inflazione non si arresta.
«Nel corso delle trattative per il rinnovo contrattuale, è stato proposto un aumento irrisorio di 28 euro lordi all’anno: la controparte si è limitata a ipotizzare un incremento del 18% spalmato su tre anni, senza neppure prevedere gli arretrati – sottolinea Stefano Gallo, di Slc Cgil Veneto -. Una cifra scandalosa. Il governo non riconosce quello che questi ragazzi investono quotidianamente per intrattenere il pubblico».
Concorda anche Annalisa Zancopè (Rsa del teatro Verdi): «Gli aumenti che ci hanno promesso non bastano
«Questo rinnovo, o non rinnovo, del contratto rispecchia la pessima e becera politica salariale che esiste in questo Paese, dal comparto cultura a tutti i comparti del mondo del lavoro», chiude Alain Luchino, di Slc Cgil Veneto.
Attesa anche per un secondo presidio previsto nel tardo pomeriggio, alle 18, al termine del quale si saprà se lo spettacolo in programma stasera al Verdi andrà in scena.
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