Politica

Ciriani (FdI), ‘su Frontex decisioni condivisibili, l’Ue segue la linea dell’Italia’ – Altre news

“Le proposte presentate oggi
dalla Commissione europea sulla riforma di Frontex sono
condivisibili e vanno nella direzione giusta, quella indicata da
tempo dal governo italiano e dal Gruppo Ecr al Parlamento
europeo”. Così Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli
d’Italia – Ecr, commenta le proposte sulla riforma dell’agenzia
europea per il controllo delle frontiere.

   
“Come richiesto con forza dall’Italia, con queste decisioni
si avrà un effettivo aumento dell’operatività e dell’efficacia
di Frontex, che deve diventare sempre di più uno strumento per
prevenire le emergenze e le crisi, come quella che abbiamo visto
a Ceuta. Non si può intervenire solo a posteriori, serve
capacità di previsione e di intervento immediato”.

   
“Positiva – prosegue Ciriani – la decisione di dotare
l’Agenzia di tecnologie e strumenti all’avanguardia, a partire
dal nuovo Centro dedicato al monitoraggio e alla risposta online
per individuare minacce e contenuti illeciti legati ai rischi
per la sicurezza delle frontiere. È la dimostrazione che la
protezione degli Stati membri dalle migrazioni illegali che
minacciano le frontiere esterne passa anche dal digitale e
dall’intelligence”.

   
“Altrettanto importante è la creazione di una Forza di
reazione rapida, dispiegabile con brevissimo preavviso su
richiesta degli Stati membri che si trovano ad affrontare una
situazione di emergenza, e il potenziamento fino a 30mila agenti
con la nuova Riserva europea per le frontiere e i rimpatri.

   
Frontex diventa finalmente il braccio operativo principale per i
rimpatri, come deve essere”.

   
“Ancora una volta, anche su questo fronte, l’Europa sta
seguendo la linea politica dell’Italia in materia di migrazione.

   
Una politica basata sul pragmatismo, sulla concretezza e sulla
necessità di una gestione ordinata e legale della migrazione, in
netta controtendenza rispetto alla politica fallimentare delle
porte aperte che ha messo in crisi il nostro continente per
anni. Siamo noi a decidere chi può entrare e a quali condizioni,
come ha finalmente ricordato oggi anche la presidente von der
Leyen. È il principio che difendiamo da sempre”, conclude.

   

   

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