Viaggi e turismo

Cosa fare a Gran Canaria in autunno: natura, sapori e relax


La cucina di Gran Canaria racconta la storia di un’isola a metà tra Europa, Africa e America. Le papas arrugadas con mojo picón restano il piatto più conosciuto, ma la tavola dell’isola è fatta anche di gofio, la farina tostata di grano, mais o orzo ereditata dagli aborigeni, di pomodori coltivati da oltre un secolo, di verdure come crescione, bietole e senape selvatica alla base di stufati tradizionali, e di un catalogo di pesce fresco — sancocho, vieja, tonno e tollo — accanto a carni di maiale, coniglio e capra molto apprezzate sull’isola.

Ognuno dei 21 comuni contribuisce con qualcosa di proprio: il chorizo di Teror, spalmabile e speziato, il formaggio di fiore di Guía, preparato con latte di pecora e caglio vegetale ricavato dai fiori di cardo, e il caffè di Agaete, l’unico coltivato in Europa. A completare il quadro, il rum Arehucas, distillato nella bodega più antica del continente e fornitore ufficiale della Corona spagnola dal 1892, la malvasia locale, il vino che Shakespeare cita ne Le allegre comari di Windsor e nella Notte dell’Epifania, e per finire in dolcezza il bienmesabe, i suspiros de Moya e il mazapán di Tejeda.

Tutto il nord dell’isola, intorno ad Arucas, è invece terra di banani: il clima subtropicale che favorisce anche avocado, mango, papaya e guayaba trova nella banana il suo prodotto più identitario, spesso servita fritta, in pastella o accanto al gofio. È qui che questa coltivazione incontra i visitatori più da vicino. A pochi minuti da Maspalomas, PepeOil è una finca biologica dove si coltivano peperoncini e si producono oli piccanti artigianali: la visita guidata attraversa i campi e si chiude con una degustazione dei prodotti della finca. Ad Arucas, la Hacienda La Rekompensa ospita il Mundo del Plátano, un percorso tra le piantagioni di banane, tredici varietà diverse, con vista sull’Atlantico, seguito dall’assaggio di marmellate, dolci e altri prodotti derivati. Due modi diversi per conoscere l’isola anche attraverso il gusto, incontrando prima l’esperienza e poi chi la rende possibile. Chi visita l’isola a inizio autunno può inoltre imbattersi in feste dedicate proprio ai prodotti locali, come quella del formaggio di fiore a Guía o quella della mela a Valleseco.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »