Emilia Romagna

lavoratori Gsa in presidio a Casalecchio


I lavoratori della Gsa addetti alla sorveglianza antincendio e al primo soccorso nella tratta autostradale A1 Incisa-Sasso Marconi incrociano le braccia martedì 27 ottobre 2026. Lo sciopero è stato proclamato dal Sindacato generale di base (Sgb) dopo che – lamentano – “l’azienda ha rifiutato di aprire una trattativa su un accordo integrativo aziendale volto a migliorare le condizioni normative e contrattuali dei lavoratori”.

Il presidio è fissato per le ore 12 in via Magnanelli 5 a Casalecchio di Reno.

Le condizioni contrattuali al centro della protesta

I lavoratori coinvolti – affonda il sindacato – svolgono mansioni considerate ad altissima pericolosità: sorveglianza antincendio e primo soccorso, in particolare nelle gallerie della tratta A1 Incisa–Sasso Marconi, nell’ambito dell’appalto con Autostrade per l’Italia. Il contratto collettivo nazionale applicato, il Ccnl Anisa, prevede una paga base di circa 6 euro lordi, nessuna maggiorazione notturna, turni di 12 ore e obbligo di straordinario fino a 400 ore annue. Non sono previsti permessi retribuiti: chi ha necessità personali, come visite mediche o esami, è costretto a ricorrere a cambi turno.

L’azienda avrebbe giustificato il diniego alla trattativa con l’imminente rinnovo del Ccnl, una promessa che secondo il sindacato si ripete da due anni. Gsa avrebbe rifiutato persino un accordo ponte in attesa del rinnovo.

Lo scontro sul diritto di sciopero

Come ulteriore motivo di conflitto, si legge ancora nella nota sindacale, l’azienda avrebbe deciso di contingentare il personale in turno, sostenendo che lo standard medio previsto dalla normativa coincide con quello giornaliero. In base a questa interpretazione, secondo i sindacalisti, anche i lavoratori fuori turno potrebbero essere richiamati in servizio in caso di assenze.

Il sindacato denuncia che questa misura equivale a vietare il diritto costituzionale di sciopero. Lo Sgb fa sapere di aver già segnalato la violazione alla Commissione di garanzia, chiedendo un’audizione urgente prima dello sciopero. In caso di mancata soluzione, procederà per vie legali “con tutte le forme atte a rivendicare un salario dignitoso, tutele reali e a difendere il fondamentale diritto di sciopero”.


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