Sicilia

A Napoli gli autotrasportatori non mollano: misure già esistenti spacciate per nuove

«Hanno preso misure già esistenti o già annunciate, le hanno rimesse insieme e le hanno presentate agli italiani come la nuova risposta del Governo all’emergenza carburanti. E mentre si celebrano provvedimenti già conosciuti, si continua accuratamente a evitare la vera domanda. Perché il Governo non abbassa il prezzo dei carburanti? Perché non interviene sulle accise? Perché non viene quantificato l’extragettito Iva prodotto dall’aumento dei prezzi dei carburanti e utilizzato per ridurre le accise e abbassare immediatamente il prezzo alla pompa?». Lo si legge in un documento degli autotrasportatori campani in presidio all’uscita dello svincolo di Caianello sulla A1, nel Casertano, e che si dicono insoddisfatti – al pari dei colleghi che manifestano a Napoli bloccando i rifornimenti ai distributori di carburante – del nuovo decreto di oggi.

«Vogliamo sapere quanto lo Stato sta incassando in più dall’Iva sui carburanti e vogliamo sapere dove finiranno quei soldi. Se non saranno utilizzati per ridurre il costo dei carburanti, allora il Governo dica chiaramente quale sarà la loro destinazione. Andranno alla sanità? Alla scuola? Alle famiglie? Alla riduzione delle tasse? Oppure finiranno ancora una volta nella spesa militare e nelle politiche di guerra? Questa è una domanda precisa e pretendiamo una risposta precisa. La presidente Meloni dice di voler garantire la libera circolazione delle merci. Ma non basta ordinare che i camion circolino. Bisogna mettere gli autotrasportatori nelle condizioni economiche di farli circolare. Il problema che ha portato alla protesta è il costo dei carburanti. Su questo il Governo non ha dato alcuna risposta. E presentare come nuove risorse già previste o già annunciate non risolve il problema», concludono.


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