‘Ndrangheta e droga, Pasquino e i pupari del narcotraffico: «Per i rifornimenti passavano da noi»
«Le strade in Brasile» è un’espressione che il collaboratore di giustizia Vincenzo Pasquino usa con regolarità nelle sue dichiarazioni alle Procure antimafia di Torino e Reggio Calabria. Un’espressione con la quale l’ex broker della droga definisce la pluralità di contatti creati nel grande paese latinoamericano per l’acquisto e il trasporto transoceanico della cocaina. Quella fitta rete di relazioni, secondo il pentito, sarebbe stata instaurata all’inizio del nuovo millennio da Antonio Agresta classe ’60, calabrese residente a Torino e legato alle famiglie di ‘ndrangheta di Platì, e poi sfruttata durante la detenzione di Agresta da Pasquino e i suoi soci, prima di rompere i contatti con il gruppo di Platì e aprire una “nuova strada” e relazioni con altre famiglie di ‘ndrangheta calabrese.
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