nel bagagliaio ne aveva 38 chili, arrestato

MONTE URANO È il sequestro del decennio. Trentotto chilogrammi di cocaina pura nascosti nel bagagliaio dell’auto. Li hanno trovati i carabinieri di Monte Urano, supportati dai colleghi del Radiomobile di Fermo, arrestando in flagranza di reato un 46enne albanese, residente fuori regione.
La componente
Un’operazione da record, con una componente di casualità, ma soprattutto maturata grazie alla presenza sul territorio, all’intuizione alla prontezza dei militari, che hanno saputo leggere un comportamento sospetto ed intervenire tempestivamente.
Succede tutto nel pomeriggio in località Triangolo, a due passi dalla vicina Campiglione di Fermo. Punto di snodo nevralgico per la viabilità provinciale e non solo, dove si incrociano le strade che arrivano dal capoluogo, dalla costa e dall’entroterra. Lì, in un parcheggio, c’è un soggetto.
La pattuglia
Sembra aspettare qualcosa, o qualcuno, si guarda intorno. La pattuglia dei carabinieri monturanesi lo nota durante un servizio di controllo, si avvicina, percepisce la sua tensione, lo ferma. L’uomo dà chiari segni di nervosismo, viene identificato, gli chiedono come mai si trovi lì, le sue risposte evasive non convincono. I militari lo perquisiscono e gli trovano addosso 17 grammi di cocaina, nascosti dentro una confezione di gomme da masticare. Il quantitativo basterebbe già per incriminarlo, ma la pattuglia ha la sensazione che ci sia di più. Mentre il 46enne estrae i documenti, notano un mazzo di chiavi, gli chiedono dove si trovi la sua auto, l’uomo tentenna, nega di averne una, si fa sempre più agitato. I carabinieri chiedono supporto alla Compagnia che invia gli operatori del Radiomobile. Si fanno consegnare il telecomando, iniziano a cercare nel parcheggio, finché una vettura si apre ed effettuano una perquisizione. Aprendo il bagagliaio, stentano a credere a quanto si trovano davanti. Trentaquattro panetti, ciascuno dal peso di poco più di un chilo, accuratamente posizionati dentro due borsoni. È cocaina pura, 38 chilogrammi, un sequestro che va negli annali, merce che, tagliata e messa sul mercato, vale un giro di diversi milioni di euro.
Il magistrato
L’albanese viene dichiarato in stato di arresto e trasportato al carcere di Fermo, come disposto dal magistrato della Procura della Repubblica. È un’operazione che lascia il segno, di quelle che fanno male al traffico di droga nelle Marche. Quantitativi di queste proporzioni non si intercettano facilmente e aprono tanti interrogativi. Da dover arrivava, e con quale destinazione? L’albanese arrestato, con ogni probabilità, era solo un corriere e località Triangolo un punto di scambio verso la consegna delle due borse al destinatario finale. Ma dove andava quel fiume di cocaina, e a che mercato era destinato? Tutti quesiti a cui ora gli inquirenti stanno cercando di trovare risposte. L’ipotesi principale è che quel quantitativo sarebbe stato trattato e tagliato, per poi essere smerciato al dettaglio, rifornendo diverse piazze di spaccio tra il Fermano e il Maceratese. Non è un mistero che i traffici più consistenti avvengano lungo la fascia costiera, ma è altrettanto certo che la droga circoli anche nelle zone collinari, fino all’entroterra e potrebbe proprio essere nelle aree interne, meno in vista, che si nascondono gli “ingrossi” dello spaccio.




