La sovranità popolare non scade, ‘vetusta’ è la classe politica

Liquidare l’esito di una consultazione popolare definendolo ‘solo consultivo’ o bollare il voto dei cittadini come «vetusto» non è soltanto un’imprudenza verbale: è un’offesa al principio cardine della nostra Repubblica, quello della sovranità popolare”. Duro il commento del comitato di Montesilvano per la Nuova Pescara alla decisione di far slittare nuovamente la fusione fissando la nuova data della sua istituzione al 1° febbraio 2029.
“La volontà dei cittadini non ha una data di scadenza; semmai, a essere ‘vetusta’ e superata è la classe politica che per oltre un decennio non è stata in grado di dare attuazione a quell’indirizzo chiaro e inequivocabile”, dichiara il presidente, Mauro De Falviis, esprimendo “sconcerto” per le dichiarazioni del presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, promotore dell’emendamento approvato con cui è stato deciso il rinvio”.
“In una democrazia rappresentativa, dove la gestione della cosa pubblica è normalmente delegata agli eletti, il ricorso diretto al corpo elettorale rappresenta un momento eccezionale ed elevatissimo. È una questione di giuste proporzioni istituzionali – incalza : per quanto autorevole ed elevato sia il ruolo di un rappresentante politico, esso rimarrà sempre un gradino sotto l’espressione diretta e democratica del popolo”.
Per il comitato, ribadisce, “sminuire il referendum del 2014 archiviandolo come un semplice ‘parere consultivo’ da poter rimettere in discussione a piacimento significa tradire la sostanza della volontà cittadina. E definire ‘vetusta’ una procedura costituzionalmente legittima è un paradosso inaccettabile: un iter democratico che non si è ancora compiuto esclusivamente a causa delle inadempienze, dei ritardi e dei calcoli politici di tutti coloro che si sono succeduti al governo del territorio non perde affatto la sua validità”.
“Questa penosa vicenda mette in seria discussione l’intero assetto istituzionale emerso dalla riforma del titolo V della Costituzione. Il regionalismo e il potere concesso agli enti locali si sono trasformati, nei fatti, in una deriva che ha condotto il territorio alla palude, allo spreco abnorme di risorse, all’immobilismo decisionale, a estenuanti lotte fratricide, furbizie di bottega e palesi incongruenze”. “Siamo ormai fermamente convinti che, se la gestione del processo di fusione per la nascita della Nuova Città fosse stata affidata direttamente al governo nazionale e al prefetto, come organo super partes, la Nuova Pescara sarebbe già da tempo una realtà consolidata, efficiente e proiettata nel futuro”, chiosa il comitato.
“La politica regionale smetta di cercare scappatoie e alibi procedurali. La cittadinanza attende il compimento di una riforma storica. Altrimenti – conclude De Flaviis – abbiano il coraggio di affossarla direttamente ed esplicitamente. Questo camminare sulla corda per blandire nel contempo favorevoli e contrari e non inimicarsi nessuno in vista delle prossime elezioni politiche è patetico e snervante e otterrà l’effetto opposto”.
Source link




