Ranucci chiama in causa Bocchino e Lavitola

La centrale di Presenzano torna al centro dell’attenzione per una vicenda dai contorni di una vera e propria spy story, che coinvolge il giornalista Sigfrido Ranucci, il faccendiere Valter Lavitola e Italo Bocchino, ex parlamentare e oggi direttore editoriale de Il Secolo d’Italia, quotidiano vicino alle posizioni di Fratelli d’Italia.
A ricostruire la storia è il quotidiano Libero, che riporta episodi risalenti al novembre 2021, quando la redazione di Report stava preparando un’inchiesta sulla centrale energetica di Presenzano. In quell’occasione, i giornalisti della trasmissione avevano chiesto un’intervista ad Alfonso Gallo, amministratore della Geko Spa di Roma, società attiva nel settore energetico.
Dopo aver ricevuto le domande della redazione, Gallo si sarebbe rivolto a Bocchino, che conosce da circa trent’anni. L’ex parlamentare gli avrebbe suggerito di evitare il confronto con la trasmissione, mettendolo inoltre in contatto con una professionista della comunicazione per gestire la situazione. Alla fine, Gallo non venne intervistato da Report, anche perché altri elementi avrebbero ridimensionato il ruolo della Geko nell’inchiesta.
Il punto più delicato della vicenda riguarda, però, quanto sarebbe accaduto in seguito. Secondo la ricostruzione pubblicata da Libero, Bocchino avrebbe inoltrato a Lavitola lo scambio di messaggi tra Gallo e la redazione di Report. Un passaggio che ha suscitato la reazione di Ranucci, anche alla luce della posizione di Lavitola, attualmente detenuto nell’ambito dell’inchiesta sull’esplosivo collocato sotto l’abitazione del giornalista.
“Fatto gravissimo, se vero. Libero tiri fuori la mail che Italo Bocchino avrebbe inviato a Lavitola per condizionare Report”, ha dichiarato Ranucci, chiedendo che venga resa pubblica la comunicazione che sarebbe alla base della ricostruzione.
Il giornalista collega inoltre l’episodio a quella che definisce una campagna contro di lui, che avrebbe preceduto la sua rimozione dalla conduzione di Report da parte del direttore della Rai Paolo Corsini. La decisione, secondo quanto riferito da Ranucci, sarebbe stata motivata da presunte “ombre” su possibili condizionamenti dei giornalisti della trasmissione da parte dello stesso conduttore.
Da qui la nuova contestazione del giornalista, che punta l’attenzione sul presunto coinvolgimento di un esponente di Fratelli d’Italia: “Abbiamo una mail che proverebbe che fu proprio FdI a cercare di condizionarci attraverso Lavitola e nessuno la mostra o dice nulla, perché riguarda un esponente di FdI?”.
Accuse e ricostruzioni che restano al centro del confronto pubblico. Bocchino ha infatti respinto ogni contestazione, negando di aver tentato di influenzare qualcuno o di aver cercato di condizionare il lavoro della redazione di Report. Il nodo centrale rimane dunque la presunta comunicazione a Lavitola, la cui esistenza e il cui contenuto sono al centro delle richieste di chiarimento avanzate da Ranucci.
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