Emilia Romagna

il prof. Stanganelli nel direttivo ADOI – Forlì24ore.it

Il direttore della Skin Cancer Unit dell’IRST eletto per il triennio 2027-2029 insieme ad altri specialisti del territorio

La dermatologia della Romagna conquista un ruolo di primo piano nel panorama sanitario italiano. Durante il 62° Congresso Nazionale dell’Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica, tenutosi a Firenze dal 17 al 19 settembre 2026, si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche istituzionali dell’associazione. Tra i professionisti scelti per guidare la sigla nel triennio 2027-2029 figura il professor Ignazio Stanganelli, direttore della Skin Cancer Unit dell’IRCCS IRST “Dino Amadori” e docente nonché direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia dell’Università di Parma.

Per Stanganelli, da anni in prima linea nella prevenzione, diagnosi e trattamento dei tumori della pelle, l’ingresso nel Consiglio Direttivo dell’ADOI rappresenta l’ennesima conferma del valore del suo percorso scientifico e accademico.

La squadra di specialisti romagnoli all’interno della governance dell’associazione si preannuncia particolarmente nutrita. Sempre all’interno del Consiglio Direttivo farà il suo ingresso il dottor Andrea Conti, alla guida della Divisione di Dermatologia dell’ospedale di Rimini. L’organizzazione territoriale sul piano regionale sarà invece affidata al dottor Carmine D’Acunto, dirigente medico del Centro Grandi Ustionati e della Dermatologia di Cesena, nominato delegato regionale.

A completare questo quadro istituzionale sarà il professor Davide Melandri, docente dell’Università di Bologna e direttore del Centro Grandi Ustionati della Romagna e delle Dermatologie di Cesena e Forlì. Concluso il suo mandato alla presidenza dell’ADOI, Melandri rimarrà nei vertici dell’associazione ricoprendo il ruolo di Past President.

L’ampia rappresentanza dei clinici romagnoli negli organismi nazionali sottolinea l’efficacia di una rete sanitaria capace di unire l’assistenza al paziente, la ricerca scientifica promossa da IRST e l’attività formativa universitaria, ponendo il modello romagnolo tra i riferimenti per lo sviluppo della dermatologia nel nostro Paese.


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