Friuli Venezia Giulia

Dallo spazio agli abissi: mille persone al giorno dentro The Ocean in Me – VIDEO

7 ottobre 2026 – ore 21:40 – Circa mille visitatori al giorno fino a domenica sera, divisi in turni da venti persone: sono i numeri di The Ocean in Me, la galleria immersiva allestita in piazza Unità d’Italia per la Barcolana 58 presented by Generali dalla fondazione di Wendy Schmidt, la filantropa e velista statunitense che nel 2022 ha vinto la Barcolana 54 con Deep Blue. La struttura, aperta al pubblico da domenica 4 ottobre, dispone all’interno di 140 metri quadrati di ledwall su un’altezza di 3 metri, ai quali si aggiungono 70 metri quadrati all’esterno. Il video viene proiettato quattro volte ogni ora per gruppi di 20 visitatori alla volta, con una capienza di 80 persone l’ora per 12 ore al giorno, fino alla sera di domenica 11 ottobre, giorno della Coppa d’Autunno. L’installazione è l’elemento più visibile di un programma più ampio dedicato alla conoscenza, all’esplorazione e alla conservazione dell’oceano, che comprende anche uno stand sulla tutela delle praterie sottomarine, visite guidate per le scuole e progetti con gli studenti, e che lunedì 12 ottobre si estenderà a Grado.

Il percorso, sviluppato con Piano B, è un viaggio video immersivo di dieci minuti che parte dallo spazio e scende progressivamente negli abissi, mettendo in parallelo due ambienti ancora in larga parte inesplorati come l’universo e le profondità marine. Secondo gli organizzatori, i visitatori scendono virtualmente tra montagne e vallate sottomarine, fosse oceaniche, coralli antichi e organismi profondi, attraverso le immagini riprese da SuBastian, il veicolo subacqueo a comando remoto (ROV) dello Schmidt Ocean Institute, l’ente di ricerca fondato da Eric e Wendy Schmidt. Il ROV è certificato per operare fino a 4.500 metri di profondità, opera dalla nave oceanografica Falkor (too) e dispone di due telecamere 4K, una delle quali dedicata alle riprese scientifiche, oltre a quattro telecamere in alta definizione; oltre alla documentazione video, il mezzo è impiegato per il campionamento fisico di organismi e sedimenti, la mappatura dei fondali, l’analisi dell’acqua di mare e il posizionamento e recupero di strumentazione. Le immersioni di SuBastian vengono trasmesse in diretta streaming dall’istituto, e l’installazione triestina invita i visitatori a seguire in questo modo anche le prossime spedizioni in acque profonde.

Lo stand: un robot e strutture per bivalvi a difesa delle praterie sommerse

Accanto alla galleria è allestita la Deep Blue Exploration Zone, il padiglione realizzato con il centro di biodiversità marina BioMa dell’Area marina protetta di Miramare, che quest’anno è dedicato alle praterie di fanerogame marine, le piante con radici, fusto e foglie che formano estesi prati sui fondali costieri e che nel Mediterraneo sono rappresentate soprattutto dalla posidonia. Questi habitat ospitano un’elevata biodiversità e trattengono carbonio nei sedimenti, il cosiddetto blue carbon, tema al quale lo spazio dedica una parte del percorso. Tra le tecnologie esposte c’è Grasshopper, il robot per il ripristino delle fanerogame sviluppato dalla startup californiana Reefgen, sostenuta dal programma Schmidt Marine Technology Partners, con l’obiettivo di rendere più efficiente e replicabile su larga scala un lavoro oggi svolto in gran parte a mano dai subacquei. Il mezzo, alimentato a batteria e collegato alla superficie tramite un cavo, viene guidato da un operatore lungo il fondale e mette a dimora le piantine fissandole con clip metalliche che le ancorano contro moto ondoso e correnti e che si degradano una volta che le radici hanno attecchito; la prima sperimentazione documentata, nel 2024 nel Puget Sound, l’insenatura dello Stato di Washington, ha riguardato la zostera, mentre allo stand lo sviluppo viene presentato anche in prospettiva della posidonia. Nello stesso spazio è esposta una struttura del progetto Blue-Tides, un filtro a gabbia per bivalvi che studia come la naturale capacità di filtrazione dei bivalvi, combinata con strutture ingegnerizzate, possa contribuire al recupero degli habitat marini.

La Deep Blue Exploration Zone è anche la sede dell’attività didattica: 27 classi, per circa 500 studenti, hanno prenotato visite guidate sui 30 turni disponibili. Il programma per i giovani comprende la Ocean Research Challenge con gli studenti del collegio internazionale UWC Adriatic di Duino, che durante la settimana della regata presentano progetti sulle criticità ambientali e marine e che sabato 10 ottobre incontreranno Wendy Schmidt, e il Sail and Science Program, realizzato con BioMa e la Società Velica di Barcola e Grignano per avvicinare i ragazzi alle scienze del mare attraverso l’esperienza in barca. Il calendario si è aperto lunedì in Sala Luttazzi con la prima triestina di “Shark Preyed. Lo squalo nel piatto”, il documentario sul commercio di carne di squalo tra Italia e Spagna presentato dal coautore Andrea Spinelli, e si chiuderà a Grado dopo la regata: lunedì 12 ottobre il Museo di Archeologia Subacquea inaugurerà una sala immersiva dedicata alla balenottera comune, sviluppata con BioMa e il sostegno di 11th Hour Racing, che prosegue il progetto avviato nel 2025 per il recupero e l’esposizione dello scheletro di un esemplare.

Articolo di Francesco Antonucci




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