Ingressi clandestini e visti “facili” a Crotone, chiesto il processo per 10 persone I NOMI
Rischiano di finire a processo le dieci persone, tra pubblici ufficiali, imprenditori e stranieri, coinvolti nell’inchiesta della Procura di Crotone per aver agevolato l’ingresso illegale in Italia di extracomunitari. Nei loro confronti il pm, Umberto Iurlaro, ha chiesto il rinvio a giudizio contestando, a vario titolo, i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale. Per gli imputati l’udienza preliminare è in programma il 3 novembre davanti al Gup del Tribunale di Crotone, Vincenzo Corvino.
I NOMI
Sott’accusa ci sono: Tommaso Iannuzzi (32 anni, di Cariati), titolare dell’impresa edile “Eco Green Management di Tommaso Iannuzzi” di Rocca di Neto; l’imprenditore Peppino Petrone (51, Latina); l’avvocato Fabio Lucà (41, Crotone); Ardit Bardho (34, Albania e residente a Botricello) e Nicola Borza (45, Cotronei), gli addetti dello Sportello unico per l’immigrazione della Prefettura di Crotone; Domenico Cataldo Nigro (56, Cirò Marina), il vice sovrintendente della Squadra amministrativa della Divisione Pasi della Questura di Crotone; Simon Ridge Molinaro (30, Germania e residente a Rocca di Neto); Md Ai Amin (30, Bangladesh e residente a Terni); Mohammed Raton (48, Bangladesh e residente a Roma); e Mohammed Walio (40, Bangladesh e residente a Terni).
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