Electrolux, la multinazionale rilancia: 1250 uscite volontarie in tre anni, lo stabilimento di Cerreto d’Esi non chiuderà entro il 2026. Acquaroli: «Non basta»

Una svolta, forse. Electrolux ha proposto un piano di incentivazione per uscite volontarie (non più lincenziamenti) di 600 impiegati e 650 operai nell’arco di tre anni. L’esodo riguarderebbe anche i lavoratori dell’impianto di Cerreto d’Esi. Lo stabilimento, quindi, non sarà chiuso entro la fine dell’anno ma in tempi da definire dopo un processo di reindustrializzazione.
Il futuro di 170 famiglie
Nelle Marche in ballo il futuro di 170 lavoratori. Per gestire la trasformazione e la transizione di alcuni impianti, invece, punta a farlo con la cassa integrazione straordinaria o con altro ammortizzatore sociale da individuare. Nuovi 90 milioni di investimenti in tre anni, per tre quarti destinati al lancio di nuovi prodotti. Nel frattempo si ricerca un acquirente con l’aiuto delle istituzioni e di Invitalia. Sono queste le novità uscita oggi dall’incontro al Ministero delle Imprese con multinazionale svedese, sindacati e il ministro Adolfo Urso. Presente anche una delegazione di operai, partita nella notte alla volta di Roma per seguire la trattativa.
Acquaroli: «L’obiettivo è la tutela e la competitività dello stabilimento di Cerreto»
“Le novità emerse durante il tavolo di confronto sulla vertenza Electrolux rappresentano sicuramente un segnale di apertura. Per la prima volta si è discusso di un nuovo piano industriale che esclude la chiusura degli stabilimenti e supera l’ipotesi dei licenziamenti unilaterali, prevedendo per il sito di Cerreto d’Esi un percorso di reindustrializzazione supportato da un advisor. Tuttavia continuo a ritenere questa soluzione non soddisfacente e ho chiesto all’azienda di riconsiderare la propria posizione, valutando la prosecuzione dell’attività produttiva Electrolux anche nello stabilimento marchigiano”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha partecipato oggi al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del ministro Adolfo Urso, dei rappresentanti delle Regioni coinvolte, dell’azienda e delle organizzazioni sindacali. Per la Regione era presente anche l’assessore al Lavoro, Tiziano Consoli.
Lo sciopero
Intanto, in contemporanea, è iniziato uno sciopero di otto ore con un presidio di lavoratori davanti allo stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi. «Quello che sappiamo è che in cinque mesi di trattative e di lotte dei lavoratori l’azienda non ha davvero messo in discussione quel piano» che prevede 1.450 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi nelle Marche, aveva detto la segretaria nazionale della Fiom Barbara Tibaldi, prima di entrare al Mimit per il tavolo Electrolux.
La maggior parte dei lavoratori ha tra i 45 e i 50 anni, per loro ricollocarsi sul territorio è praticamente impossibile. Nei giorni scorsi i sindacati hanno denunciato il trasferimento della produzione di Cerreto in Polonia. Resta aperta anche la partita europea, visto che il governo italiano ha presentato all’Unione Europea un piano per tutelare il settore del bianco dalla concorrenza asiatica.
Urso: «Si apre fase nuova. Ora uniti verso piano di rilancio duraturo»
Nessuno stabilimento chiuso, un percorso di reindustrializzazione per il sito di Cerreto d’Esi, il ritiro dei licenziamenti unilaterali, un piano di incentivazione alle uscite volontarie nell’arco di tre anni, il ricorso agli ammortizzatori sociali e una nuova proposta di investimenti a sostegno della transizione industriale. Sono questi gli elementi di novità che Electrolux ha illustrato al tavolo nazionale presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, svoltosi a Palazzo Piacentini alla presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni e dei Comuni sedi degli stabilimenti del gruppo. Presenti al tavolo nazionale anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e il sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto. “Finalmente si apre una nuova fase. Quello compiuto oggi è un passo nella giusta direzione”, ha dichiarato Urso in una nota. “Ora serve la responsabilità di tutti per migliorare e definire entro il prossimo tavolo conclusivo del 29 ottobre una soluzione condivisa, capace di assicurare una prospettiva chiara e duratura per il futuro di tutti i siti produttivi e di garantire la salvaguardia dei lavoratori”, ha aggiunto.
Il prossimo incontro al Mimit, previsto per il 29 ottobre, rappresenterà un passaggio decisivo del confronto, anche alla luce della prevista definizione della riorganizzazione globale del gruppo, attesa nella prima parte di novembre.




