il conto vada alle loro organizzazioni” – Torino Oggi
Non ci sono aggiornamenti specifici, ma I lavori per la realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione proseguono. Tutto questo mentre il governo italiano intensifica i contatti con le autorità francesi per il coordinamento dei cantieri e punta al potenziamento dei valichi di confine. A dirlo è il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi a margine dell’incontro a Torino dedicato al futuro della sicurezza stradale. Lo fa a pochi giorni della marcia pacifica partita da Avigliana, a cui hanno preso parte anche diversi esponenti politici e amministratori valsusini. Gli stessi che da tempo attendono compensazioni e su cui Rixi conferma le risorse: “Quello che vogliamo è che, quando si fa un’opera pubblica, siano contenti anche i territori”.
Il costo dei blocchi ai cantieri e la replica alle proteste
Il viceministro ha espresso, però, disappunto per le continue mobilitazioni nell’area dei cantieri, sottolineando l’impatto finanziario e d’immagine per il Paese: “Per il Tav le manifestazioni stanno diventando un raduno europeo di gente che viene a devastare la Val Susa. Questo non fa bene né all’immagine nazionale né a quella internazionale del nostro Paese e delle nostre Alpi, che sono un bene da preservare.” Mentre definisce “assurda”, la presenza di esponenti di Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra all’ultima manifestazione No Tav: “Il problema è che in Italia si può dire tutto il contrario di tutto. Io credo che la Tav sia necessaria e che i valichi alpini siano necessari: il nostro scambio commerciale è per il 75% con gli altri Paesi europei.”
200 milioni l’anno i costi delle proteste
E secondo Rixi il peso delle proteste è soprattutto economico: “Ogni anno dobbiamo bloccare due mesi il cantiere per colpa loro, e ci costa circa 200 milioni in più all’anno. Non tanto per i danni in se, che sono di qualche milione, ma tutto quello che a cascata fa lievitare i costi: come il fermo cantieri e il sistema di sicurezza. Tutte voci di spesa imputabili ai No Tav. Per me a pagare dovrebbero essere le loro organizzazioni, non lo Stato.”
La Tav per non spopolare le montagne
Rixi ha poi difeso la necessità dell’opera contro chi sostiene che devasti il territorio: “Le nuove opere non vanno a devastare un territorio, consentono a quel territorio di poter progredire. Se noi decidiamo che le valli o le aree fuori dalle grandi città non devono avere servizi, vuol dire che pian piano avremo uno spopolamento delle aree montane, e questo è uno dei temi che dobbiamo evitare, perché per preservare le Alpi ci vuole la presenza dell’uomo.”
C’è poi il tema ambientale. “Una linea ferroviaria – conclude Rixi – fa molto meno inquinamento di altri tipi di trasporto. Vuol dire diminuire i mezzi pesanti sul sistema autostradale, che è uno dei problemi più grossi che abbiamo anche per l’incidentalità.”




