Ericsson, oggi l’incontro al Mimit con istituzioni, sindacati e azienda: obiettivo scongiurare i licenziamenti

Genova. Si terrà oggi alle 16.30 a Roma, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy l’incontro voluto dal ministro Adolfo Urso per riprendere in mano la vertenza che riguarda Ericsson a Genova. La multinazionale svedese ha annunciato, e confermato anche recentemente durante un’audizione alla Camera, la volontà di lasciare a casa – entro fine 2026 – 131 lavoratori su 329 totali in città.
Il gruppo di telecomunicazioni vuole tagliare 110 posizioni nell’unità Business Area Networks, che nel capoluogo ligure si occupa soprattutto di prodotti di trasporto su tecnologia ottica, cioè fibra, laser integrati, amplificatori e commutatori che collegano le antenne alle stazioni radio base. Gli altri 21 esuberi saranno su software e servizi cloud.
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, le attività saranno dismesse ma sia in ambito sindacale sia nel settore c’è chi ipotizza che Ericsson sia intenzionata a delegare determinati processi a strumenti di intelligenza artificiale concentrando i dipartimenti negli Usa.
Ad ogni modo, qualunque sia la reale motivazione, il rischio effettivo è che dal 31 dicembre 2026 a Genova ci saranno 131 disoccupati in più in un settore che, al contrario, dovrebbe essere trainante.
All’incontro di oggi al Mimit saranno presenti rappresentanti di Ericsson, sindacati e amministratori locali (Comune e Regione). La volontà è quella di riaprire il dialogo dopo che alla riunione precedente, il 23 settembre, in prefettura a Genova, i vertici dell’azienda avevano imposto l’esclusione dei rappresentanti di Comune e Regione dal tavolo istituzionale. “Uno sgarbo istituzionale senza precedenti”, lo ha definito – ultimo in ordine di tempo – lo stesso ministro Urso giovedì scorso al Salone Nautico.
“Abbiamo delle leve che finalmente tutti ci riconoscono: far capire alle imprese, anche alle grandi multinazionali che operano in questo Paese, che ci vuole rispetto per l’Italia e per il lavoro dei lavoratori italiani. È quello che chiederemo anche a Ericsson in questa vertenza che riguarda un numero limitato di lavoratori, ma sicuramente importante e significativo per la città”, ha aggiunto il ministro.
La preoccupazione delle istituzioni locali, dei sindacati e dei lavoratori, è che con il licenziamento di 131 persone rischi di venire meno la sussistenza stessa di Ericsson a Genova e che il ridimensionamento, per quanto massiccio, sia soltanto il preludio di una chiusura: “Inaccettabile – ha detto la sindaca Silvia Salis – questi gruppi internazionali arrivano, comprano le nostre aziende e il nostro know how e poi se ne vanno impoverendo la città”. Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha rivolto un appello all’azienda: “Se Ericsson chiude un settore ne riapra un altro”.
Nei giorni scorsi il leader della Cgil Maurizio Landini, a Genova per l’assemblea della Camera del Lavoro, ha dichiarato che il sindacato “farà di tutto per evitare i licenziamenti” ma che è necessario “l’intervento del pubblico per fare pressione sul gruppo industriale”. Concetto espresso a più riprese anche dagli altri sindacati.
Tra i temi che saranno portati sul tavolo, non a caso, quello dei fondi pubblici. Come ricostruito in Commissione attività produttive alla Camera, il sito di Genova ha beneficiato nel tempo di incentivi pubblici volti proprio a supportare programmi di ricerca e innovazione. In tempi recenti 18 milioni di euro di risorse e 7,8 milioni di agevolazioni sono state destinate in totale alla sede di Genova. Al momento è in ballo il progetto sulle reti avanzate 6G, per cui Ericsson ha investito 6 milioni di euro e avanzato un’ulteriore una richiesta di agevolazioni per 2,4 milioni di euro.




