Cultura

“Sono una mamma che ha perso tutto”: la storia di Dea commuove a Tu sì que vales

Ci sono parole davanti alle quali è difficile rispondere. Quelle di Mirna Mastronardi, pronunciate sul palco di Tu sì que vales sabato 3 ottobre, hanno fermato lo studio. “Sono una mamma che ha perso tutto“. Una frase che pesa come un macigno, che non ha bisogno di spiegazioni. Maria De Filippi, Paolo Bonolis, Sabrina Ferilli e il pubblico in sala hanno ascoltato in silenzio la testimonianza di una donna che ha scelto di trasformare il dolore più grande in qualcosa che potesse aiutare altri ragazzi.

Dea aveva 15 anni quando, il 4 ottobre 2024, ha deciso di togliersi la vita. La puntata è andata in onda alla vigilia del secondo anniversario della sua scomparsa. “Avevo 36 anni quando è nata ed è stata il mio miracolo. Il dono più bello che potessi avere“, ha raccontato Mirna. “È stata luce e bellezza, era divertente e piena di pregi ma con la difficoltà di dare tanto, troppo peso al giudizio altrui“.

Proprio quella difficoltà, quella incapacità di accettarsi rispetto ai modelli di perfezione che i social network impongono continuamente, ha portato Dea a compiere un gesto estremo. Durante gli anni delle medie aveva subito cattiverie ed emarginazione, nonostante fosse una ragazza che studiava con impegno e che aveva concluso quel percorso con un 10 e lode.

Ma Mirna ha scelto di non chiudersi nel dolore. “Ho voluto dare un senso al suo passaggio su questa terra. Non volevo che ricordassero Dea solo per quell’atto finale“, ha spiegato. Così è nata l’associazione “Dea per sempre“, fondata insieme a due professoresse della figlia e a due sue amiche. Un progetto che porta nelle scuole un messaggio chiaro: i ragazzi sono meravigliosi nella loro unicità e non devono sentirsi sbagliati, emarginati o diversi rispetto ai modelli irreali che vedono sui social.

Durante la trasmissione, Mirna ha confessato anche la paura di essere attaccata sui social per la sua partecipazione al programma. È un passaggio che colpisce: una madre racconta il dolore più grande della propria vita e deve preoccuparsi di come verrà giudicata da chi la ascolta. Paolo Bonolis le ha risposto con la sua consueta schiettezza: “Non preoccuparti perché saprai distinguere le malelingue dalle persone per bene“. Parole dirette, rivolte a una donna che in quel momento sta esponendo una parte dolorosissima di sé.

Il nome di Dea accompagna oggi l’incontro con altri ragazzi, ai quali offrire il tempo e l’attenzione necessari per raccontarsi. Una madre che ha perso tutto ha scelto di trasformare quel vuoto in presenza, in ascolto, in possibilità. Perché nessun altro genitore debba dire quelle stesse parole.


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