Piemonte

12 posti per giovani e persone Lgbt+ in difficoltà abitativa

TORINO – Un nuovo spazio dedicato all’accoglienza, all’inclusione e ai percorsi verso l’autonomia apre le porte a Torino. È stato inaugurato TOHOUSING+, il progetto di housing temporaneo realizzato in corso Farini 20, nell’ex commissariato di Polizia Dora Vanchiglia, dalla Città di Torino insieme all’Associazione Quore APS.

La struttura è destinata a persone in condizioni di vulnerabilità socio-abitativa, con particolare attenzione ai giovani e alla comunità Lgbt+. Sono disponibili 12 posti di accoglienza temporanea, accompagnati da percorsi personalizzati pensati per favorire il reinserimento e il raggiungimento dell’autonomia.

L’intervento è stato finanziato attraverso il Pnrr, nell’ambito della Missione 5 dedicata a inclusione e coesione, con un investimento complessivo di 710 mila euro, tra interventi materiali e immateriali.

Dall’ex commissariato a uno spazio di accoglienza

L’immobile è stato completamente ristrutturato e riqualificato. I lavori hanno riguardato gli spazi interni, gli impianti di riscaldamento, quelli idrico-sanitari ed elettrici, le pavimentazioni e gli isolamenti termo-acustici. È stato inoltre completato l’impianto solare termico e predisposto un nuovo ascensore.

Il progetto segue il modello Housing First, mettendo la casa al centro di un percorso più ampio di sostegno. Le persone accolte saranno seguite da un’équipe multidisciplinare che lavorerà sul rafforzamento delle competenze personali, abitative e sociali, con l’obiettivo di accompagnarle gradualmente verso una maggiore autonomia.

Durante l’inaugurazione, il sindaco Stefano Lo Russo ha sottolineato il valore della collaborazione tra pubblico e privato, definendo TOHOUSING+ un esempio della capacità della città di trasformare uno spazio dismesso in una struttura in grado di offrire nuove opportunità a persone in difficoltà.

L’assessore alle Politiche sociali, Diritti e Pari opportunità Jacopo Rosatelli ha invece evidenziato come il progetto rappresenti un rafforzamento della rete cittadina dedicata alla vulnerabilità abitativa e, allo stesso tempo, uno strumento di contrasto alle discriminazioni nei confronti delle persone Lgbt+.

Un centro aperto al quartiere

TOHOUSING+ non sarà soltanto un luogo di accoglienza. Il progetto prevede infatti anche attività rivolte al territorio, con formazione, laboratori, iniziative culturali e momenti di aggregazione.

L’obiettivo è creare un centro multifunzionale aperto al quartiere, capace di favorire relazioni e inclusione anche al di fuori degli spazi destinati all’accoglienza. Saranno presenti inoltre servizi di portierato sociale e attività di accompagnamento.

Per Quore, l’idea è sperimentare un modello nel quale una struttura dedicata all’accoglienza di persone Lgbt+ diventi anche un punto di riferimento per lo sviluppo della comunità. “È una sfida ambiziosa”, ha spiegato la vicepresidente Silvia Magino, sottolineando l’importanza di trasformare l’accoglienza in un percorso di solidarietà e mutuo aiuto.

Il progetto amplia così l’esperienza avviata negli anni con TOHOUSING e punta a mettere insieme casa, inclusione, autonomia e relazioni con il territorio.

Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, il direttore dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali Mattia Peradotto, la direttrice del Dipartimento Servizi sociali, socio sanitari e abitativi della Città di Torino Monica Lo Cascio, i fondatori di Quore Alessandro Battaglia e Silvia Magino e la responsabile di Obiettivo Persone della Fondazione Compagnia di San Paolo, Marzia Sica.

Google News
Rimani aggiornato seguendoci su Google News!

SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »