Lazio

Roma, il progetto per i senza dimora premiato al Festival dell’Economia Civile

In una Capitale troppo spesso nell’occhio del ciclone per le fragilità strutturali della propria rete di protezione sociale, un’esperienza d’amministrazione condivisa ideata per restituire dignità agli ultimi conquista un prestigioso palcoscenico nazionale.

Il progetto “Dalla soglia all’abitare. La co-progettazione dei servizi PNRR per le persone senza dimora” è stato insignito di un riconoscimento ufficiale a Firenze nel corso della 8ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile.

La giuria ha inteso valorizzare il percorso innovativo avviato nel 2024 dal Dipartimento Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale in sinergia strutturale con 19 enti del Terzo Settore, capace di trasformare la co-progettazione da pura formalità burocratico-amministrativa a prassi operativa permanente per il contrasto all’emarginazione grave.

Pianificazione, numeri e filiera: 18 hub territoriali e dimissioni protette

Il modello d’intervento sviluppato sul territorio cittadino si fonda su una filiera integrata che supera la logica dell’assistenzialismo d’emergenza per costruire percorsi reali di reinserimento e tutela dei diritti:

I presidi operativi: dalla concertazione pubblica sono nate 18 strutture territoriali, suddivise equamente in 9 Stazioni di Posta (centri diurni d’orientamento, presa in carico e primo ascolto) e 9 complessi dedicati all’Housing Temporaneo per l’autonomia abitativa;

Il raccordo sanitario: al network di supporto si aggiunge il protocollo delle Dimissioni Protette, ponte strategico tra le corsie degli ospedali romani ed i servizi sociali per evitare che le persone indigenti più vulnerabili vengano dimesse direttamente in strada;

I risultati al 30 giugno 2026: le attività di supporto personalizzato hanno raggiunto la quota di circa 4.000 beneficiari presi in carico.

Funari: «Un’eredità di metodo che va oltre le infrastrutture»

«Il valore cardine di questa esperienza sta nell’aver superato le tradizionali logiche atomizzate di erogazione delle prestazioni, valorizzando il lavoro di squadra nella consapevolezza che nessun soggetto, pubblico o privato, può affrontare isolatamente la complessità della povertà estrema», commenta l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute, Barbara Funari.

«Il lascito autentico delle risorse europee del PNRR non si esaurisce in un elenco di immobili o strutture riqualificate – prosegue l’esponente della giunta capitolina –, ma risiede nella formalizzazione di un metodo di co-programmazione destinato a trasformarsi nella prassi ordinaria del welfare romano. È la vittoria di una squadra straordinaria: dagli uffici del Dipartimento agli operatori sul campo, fino ai tavoli del Terzo Settore. Un modello di lavoro solido che sopravvivrà alla scadenza temporale dei singoli finanziamenti».

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