Marche

«Affidamento senza gara e contenuti mai realizzati». Esposto a Corte dei Conti e Procura


PESARO «Biosfera, affidamento senza gara e contenuti che non si sono mai visti. Andiamo alla Corte dei Conti». L’esposto è partito dal centrodestra pesarese, che ieri l’ha comunicato nel corso di una conferenza stampa. È diretto alla Corte dei Conti delle Marche, all’Anac e alla Procura. Al centro dell’iniziativa dell’opposizione, ci sono la biosfera e tutti i movimenti che hanno riguardato il simbolo della Capitale della Cultura, a partire dal 2023. L’approfondimento è partito dall’ultimo documento esistente, la determina di luglio 2025, relativa all’affidamento triennale, della manutenzione, gestione e sviluppo di nuovi contenuti della biosfera.

La manutenzione

«Un affidamento, di 141 mila euro, alla dita Artifact, su manutenzione e nuovi contenuti, che ci ha lasciato molto perplessi – dice il consigliere della Lega Dario Andreolli – non è stata fatta nessuna verifica di mercato e nessun riscontro.

Il Comune ha preso per buono ciò che gli è stato dichiarato. C’è una componente di realizzazione dei contenuti sui quali non riteniamo che ci possa essere un diritto di esclusività. Si tratta di contenuti digitali che possono essere oggetto di una gara pubblica».

Per Andreolli «il contratto è totalmente inadempiente. Quei contenuti oggetto della gara non ci sono. E’ stata fatta solo una comunicazione istituzionale». Il centrodestra consiliare ha scritto al Comune per avere spiegazioni. La risposta? «E’ arrivata a giugno di quest’anno – informa il leghista – dopo un anno di affidamento, i contenuti sono ancora in via di definizione. E ad oggi, a quanto vediamo, non sono stati ancora definiti». Aggiunge Michele Redaelli di Fratelli d’Italia: «Il contratto di manutenzione non funziona». Il caso biosfera inizia due anni prima di arrivare a questo affidamento.

«Tra il 22 e il 25 maggio 2023, la Fondazione Pescheria raccoglie tre proposte per l’installazione della biosfera, tra cui quella di Federico Rossi – ricostruisce la vicenda Cristina Canciani di FdI -. Il 7 settembre dello stesso anno viene costituita Artifact, di cui Rossi è referente unico. E questo avviene quattro giorni prima che la Fondazione concluda la sua valutazione sulle tre proposte. Il 18 settembre questa scelta viene trasferita al Comune di Pesaro che la fa propria»

La cronologia

«Il 18 ottobre 2023 – continua Canciani – con la determina numero 2645 il Comune avvia la procedura negoziata senza bando, con il solo invitato Artifact. Il 3 novembre scade la presentazione delle buste e viene giudicata soddisfacente la documentazione presentata da Artifact. Il 7 novembre c’è la seconda seduta nella quale viene giudicata l’offerta tecnica, con un punteggio di 42 su 60. Si arriva alla terza e ultima seduta sull’offerta economica: ribasso del 3,10% e il presidente della commissione dà atto che la sola offerta economicamente più vantaggiosa è quella prevenuta da Artifact.

Il 14 novembre 2023 l’appalto viene aggiudicato ad Artifactper 629.850 euro. Il 17 novembre viene disposto il pagamento dell’anticipo del 30%. A questa data Artifact era iscritta alla Camera di Commercio, ma non era ancora attiva». Giulia Marchionni (Pesaro Svolta) torna alla fase delle tre proposte: «Una è di Starc, da 380 mila euro, poi lo studio Bocchini da 410 mila euro. E c’è una scheda da cui non si evince che è la proposta di Rossi, se non dal nome del file “proposte Federico Geode”, con importo sui 250 mila euro più Iva.

Davanti all’entità economica di queste proposte perché si mettono come base di gara 650mila euro? Federico Rossi nel suo curriculum scrive di avere una collaborazione con Fondazione Pescheria per Pesaro 2024». Presenti alla conferenza anche Marco Lanzi (Pesaro Svolta) e Serena Boresta (FdI), che hanno richiamato il caso affidi. Inoltre, c’era anche Giovanni Corsini (Fdi).




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »