Call center “Chiama Roma”: a rischio 150 lavoratori di Crotone
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Rischiano il posto di lavoro i 150 dipendenti della sede crotonese del contact center ‘Chiama Roma 060606’. A lanciare l’allarme la Slc Cgil della Calabria all’esito dell’incontro tenuto tra l’amministrazione comunale di Roma, la società ‘Concerto’ che di recente si è aggiudicata l’appalto della commessa un tempo gestita dalla Abramo customer care e le organizzazioni sindacali di categoria, convocata proprio per fare il punto sul nuovo affidamento del servizio e sulle prospettive occupazionali.
In quella sede è emersa la volontà dell’amministrazione capitolina di riportare la gestione del servizio di contact center sul proprio territorio, mentre la società ‘Concerto’ ha prospettato un possibile esubero di personale pari al 30% per effetto dei processi di automazione. «Dichiarazioni – commenta la Slc Cgil – che destano forte preoccupazione e che ripropongono la volontà di concentrare lo svolgimento dell’attività nella capitale discriminando di fatto le lavoratrici e i lavoratori di Crotone, impiegati da oltre 10 anni nel servizio, tentando inoltre di giustificare goffamente possibili tagli occupazionali dovuti all’innovazione tecnologica che invece dovrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare i servizi e non un pretesto per scaricare sui lavoratori il prezzo delle trasformazioni produttive e della transizione digitale».
Per il sindacato di categoria, appare «particolarmente grave che sia proprio un ente pubblico a ricercare soluzioni per eludere le leggi di stato. Ricordiamo ai funzionari del Comune di Roma che la legge n. 11/2016 e le previsioni del Ccnl Telecomunicazioni, indicato nel nuovo bando, richiama chiaramente a principi e obblighi fondamentali in materia di continuità occupazionale e clausola sociale nei cambi di appalto. Tra l’altro, un’amministrazione pubblica che affida un servizio essenziale, non può limitarsi a ragionare in termini di costi, automazione e convenienza organizzativa, dimenticando la propria responsabilità sociale».
Slc Cgil sottolinea come non sia «la prima volta che siamo costretti a intervenire per contrastare scelte che penalizzano le lavoratrici e i lavoratori di Crotone, è successo quando, di fronte al precedente bando, abbiamo denunciato e contestato criteri che mettevano a rischio l’occupazione sul territorio crotonese, oltre alla mancata previsione del Ccnl Telecomunicazioni».
La vicenda, infatti, era esplosa, già alla fine di dicembre 2025 e in quel frangente anche il Consiglio comunale di Crotone aveva acceso i riflettori sul futuro dei circa 150 lavoratori del contact center, preoccupati dalle prospettive legate alla nuova gara d’appalto. A gennaio 2026, poi, era arrivata la conferma da parte del Campidoglio della legittimità della procedura di gara, alimentando le preoccupazioni dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. Ora, con il nuovo assetto della commessa, la questione torna al centro del confronto sindacale. Sulla vicenda è intervenuta anche la Cisl, evidenziando che tra i nodi principali da affrontare c’è la gestione del servizio su due territori, Roma e Crotone.
La distribuzione delle attività e dei carichi di lavoro dovrà infatti essere compatibile con i volumi di traffico e con l’organizzazione della nuova commessa. Cisl richiama inoltre al rispetto della clausola sociale, laddove è emerso il «rischio concreto di eccedenze di personale» legato alle nuove condizioni dell’appalto e all’assetto operativo dell’azienda aggiudicataria.
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