Sardegna

Caro energia, la CNA avverte: rischio stangata a fine anno. Sardegna in allarme

Oristano

Nell’Isola pieno più caro della media nazionale: 13 euro in più ogni cento litri di gasolio

Sedici miliardi e mezzo di euro in più in sette mesi, che potrebbero diventare 33 entro dicembre. È il conto aggiuntivo che il caro energia ha presentato a famiglie e imprese italiane dall’inizio del conflitto in Iran, calcolato rispetto ai prezzi medi di febbraio. In Sardegna il peso è ancora maggiore: al 30 settembre il gasolio è costato 2,339 euro al litro, 13,2 centesimi più della media nazionale, e la benzina 2,122 euro, 9,4 centesimi oltre la media.

Le stime arrivano dall’aggiornamento della CNA al 30 settembre, rielaborato in chiave regionale dal Centro Studi di CNA Sardegna, e anche in provincia di Oristano la preoccupazione è palpabile.

Il solo mese di settembre è costato tra 4,6 e 5,2 miliardi, circa un terzo dell’intero aggravio. Se i prezzi calmierati dei carburanti saranno prorogati fino a fine anno e le quotazioni di elettricità e gas resteranno sui livelli di settembre, il quarto trimestre rischia di aggiungere oltre 16 miliardi, portando il totale a circa 33. Il contenimento dei carburanti potrà valere tra 400 milioni e oltre un miliardo: un beneficio significativo, ma non sufficiente a neutralizzare la pressione che con la stagione fredda si sposterà sulle bollette di luce e gas.

Il pieno più caro della media

Quasi la metà dell’aggravio è arrivata dai carburanti, tra 7,4 e 7,6 miliardi. Seguono l’energia elettrica, con 5,8-6 miliardi, e il gas consumato direttamente da famiglie e imprese, con 3-3,3 miliardi. A settembre la benzina ha toccato i valori più alti dal marzo 2022, mentre il gasolio ha segnato il massimo storico nominale della serie settimanale disponibile dal 1996, con una media nazionale di 2,351 euro al litro il 28 settembre. Per il gasolio la Sardegna si è collocata al terzo posto tra le regioni, a pari merito con la Calabria, dietro Sicilia e Valle d’Aosta (2,342 euro); solo la Provincia autonoma di Bolzano ha registrato prezzi più alti, con 2,360 euro. Per chi fa rifornimento nell’Isola, ogni cento litri di gasolio costano 13,20 euro in più rispetto alla media italiana, ogni cento litri di benzina 9,40 euro.

Bollette elettriche e piccole imprese

Forti tensioni anche sul mercato elettrico: il PUN Index GME medio di settembre si è attestato, in via provvisoria, intorno a 208 euro per megawattora, contro i 114,41 di febbraio, con un aumento di quasi l’82%. Tra marzo e agosto i consumi elettrici nazionali sono cresciuti di 8,8 TWh, il 5,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le ricadute sulle imprese sarde emergono dall’indagine “Energia e piccole imprese” presentata da CNA Sardegna il 19 settembre: il 76,5% ha registrato un aumento della spesa energetica nell’ultimo semestre e, tra queste, il 19,1% ha subito rincari superiori al 20%. Per l’84% il costo dell’energia ha un impatto rilevante sull’attività, il 56,8% ha visto ridursi i margini e solo il 20,4% è riuscito a trasferire almeno in parte i costi sui prezzi.

La posizione di CNA Sardegna

“I numeri elaborati dal nostro Centro Studi”, dichiarano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale di CNA Sardegna, “dicono che il caro energia non è una parentesi: 16,5 miliardi in più in sette mesi, quasi 5 solo a settembre. In Sardegna questo conto si somma a carburanti stabilmente sopra la media nazionale, con il gasolio a oltre 13 centesimi di scarto. Per le nostre imprese, che usano ogni giorno furgoni e veicoli da lavoro, in un territorio dove la mobilità su gomma è indispensabile, significa margini erosi e investimenti rinviati”.

“Anche con i prezzi calmierati”, proseguono Tomasi e Porcu, “il rischio è una stangata a fine anno, con un conto che potrebbe sfiorare i 33 miliardi. Gli interventi adottati hanno frenato i prezzi negli ultimi giorni di settembre, ma non possono sostituire una strategia strutturale. Condividiamo le richieste della CNA nazionale: maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, misure realmente accessibili alle micro e piccole imprese e utilizzo dell’eventuale maggiore gettito fiscale prodotto dai rincari per alleggerire il costo dell’energia”.

“Per la Sardegna”, concludono Tomasi e Porcu, “chiediamo che la politica energetica riconosca la specificità dell’Isola e acceleri gli investimenti infrastrutturali in grado di ridurre il divario energetico con il resto del Paese”.

Francesco Porcu

Francesco Porcu

Sabato, 3 ottobre 2026

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