Bimbo morto all’asilo nido, chiuse le indagini

Le indagini preliminari sulla morte del piccolo Leo all’asilo di Soci sono chiuse. E gli indagati (ai quali è stato inviato l’avviso di chiusura indagini) sarebbero passati da cinque a sei. L’inchiesta, coordinata dalla procuratrice capo Gianfederica Dito e dalla pm Angela Masiello, è giunta al termine. Adesso i legali delle educatrici e del personale dell’asilo indagati avranno venti giorni di tempo per accedere agli atti relativi alle indagini (dai quali emergerà chiaramente l’impostazione dell’accusa e anche l’individuazione da parte della procura di specifiche responsabilità) e per depositare memorie o eseguire ulteriori atti difensivi.
La tragedia
Era il 14 novembre dello scorso anno quando avvenne la tragedia. Leo Ricci frequentava l’asilo nido di Soci Ambarabà Ciccì Coccò. Una struttura fiore all’occhiello del bibbienese, punto di riferimento di decine di famiglie del territorio. Aveva solo due anni e mezzo. Quella mattina il bambino stava giocando con gli altri nei giardini. Poi i piccoli sono rientrati per il pranzo. Ma Leo non ha risposto all’appello. Era nel giardino, impigliato in un alberello didattico e fu ritrovato da una maestra che stava entrando al lavoro.
Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, il bambino stava giocando quando restò impigliato su un ramo dell’arbusto con il cappuccio del giubbottino. La cerniera dell’indumento però non si sarebbe abbassata e lui non riuscì a tirarla giù. E così rimase appeso, senza fiato. Per un tempo che – come ha stabilito l’autopsia -, oggi, appare lunghissimo: 4-5 minuti. I tentativi di rianimazione andarono avanti per 70 minuti. Per il medico legale il bimbo sarebbe morto per “ipossia cerebrale” causata dalla “compressione dei vasi del collo”. Il giubbottino stretto sul collo avrebbe cioè bloccato l’afflusso del sangue. Il piccolo Leo avrebbe perso conoscenza quasi subito e poi sarebbe morto nei minuti successivi.
Gli indagati
In seguito al decesso, tre maestre, un’assistente e la coordinatrice responsabile della struttura e una sesta persona sono state indagate. L’ipotesi di reato è di omicidio colposo.
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