Ambiente

Innovare un prodotto tradizionale come il latte: la sfida di Malgherosse


Così, ciascuno porta il patrimonio di conoscenze ed esperienze del proprio ambito specifico. «Da qui nasce l’intuizione di creare sinergie tra professionisti differenti per generare un valore condiviso», raccontano i Ruggeri. Stringere alleanze strategiche permette infatti di valorizzare le competenze presenti sul territorio e, allo stesso tempo, costruire una filiera basata su partnership durature, auspicando a risultati che difficilmente sarebbero raggiungibili da soli.

Riportare il latte al centro

Viviamo in un’epoca in cui non solo i consumatori ma anche gli stessi allevatori sembrano aver perso il valore del latte. Da elemento immancabile sulle tavole delle colazioni italiane, le statistiche mostrano che oggi si assiste a una progressiva riduzione del suo consumo. Obiettivo di Malgherosse è dare al latte un nuovo storytelling che lo riposizioni come alimento nutriente e proteico e ne aumenti le occasioni di assunzione. Da qui l’idea di rifornire le vending machine di scuole, uffici o palestre con brick di latte refrigerato.

Benessere per tutti gli esseri viventi dell’azienda

Il settore caseario è soggetto a due narrazioni contrapposte: se da un lato è ancora radicata nell’immaginario collettivo l’idea della cascina bucolica in cui le mandrie pascolano in serenità, dall’altro indagini d’inchiesta hanno diffuso reportage di allevamenti intensivi dove i bovini sono trattati nelle peggiori condizioni possibili.

La realtà è che esistono infinite sfumature tra questi due estremi. La filosofia di Malgherosse consiste nel prestare la massima cura e attenzione all’animale pur concependolo all’interno di un ciclo produttivo. Una sfida complessa da realizzare ma anche da comunicare. Per questo l’azienda ha scelto di esporsi a livello comunicativo attraverso una strategia social dirompente, organizzando visite alla cascina per bambini e ragazzi e creando un bed and breakfast per avvicinare chi vive in città al mondo agricolo.

Sul piano pratico, Valeria e Giuseppe raccontano come hanno cambiato il modo di immaginare, progettare e realizzare le stalle al fine di rispettare la zoologia e il modo di vivere dell’animale. Il che non significa umanizzarlo, ma fargli esprimere la sua natura di ruminante pascolatore. Ciò richiede spazi ampi e un suolo costituito da materiale organico che garantisca un livello di comfort analogo a quello del pascolo, favorendo libertà di movimento, facile accesso all’alimentazione e una condizione di benessere e sicurezza.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »