16 milioni e nessuna notizia di interventi, il comprensorio Passolanciano-Maielletta lasciato solo

Prima la diminuzione delle risorse da 22 a 16 milioni, poi il silenzio sul se e quanto delle risorse del Masterplan per la valorizzazione del comprensorio Maielletta-Passolanciano sono state effettivamente spesi e per quali opere.
A denunciarlo, chiedendo conto proprio di questo e rimarcando il fatto che, in realtà, non sarebbe stato fatto praticamente nulla, è il consigliere regionale Pd e vicepresidente della commissione Territorio, Antonio Di Marco, che oltre a chiedere risposte su uso di risorse, interventi fatti, interventi fermi, vuole anche sapere “chi è responsabile dei ritardi e quali opere saranno concretamente disponibili per la stagione 2026-2027. Se per governare la Regione serve un commissario – chiosa Di Marco -, allora Marsilio faccia un passo indietro e lasci spazio a chi è in grado di dare risposte”.
La verità per Di Marco che del tema torna a parlare insieme al sindaco di Letttomanoppello, Simone D’Alfonso e una rappresentanza degli operatori, è che “il comprensorio della Maielletta e di Passolanciano è stato lasciato solo”. Sul fronte dei 16 milioni “non servono altri annunci. Serve un elenco preciso, capace di smentire o confermare ciò che è sotto gli occhi di tutti: quali lavori sono stati fatti, quali sono fermi, chi ne risponde e quando verranno completati”, ribadisce ricordando che “il collegamento Passolanciano-Mammarosa avrebbe dovuto cambiare il volto della montagna. Questo – ricorda – è stato detto anche sotto la neve, con la presenza del presidente Marsilio e del sottosegretario”.
“Dopo la riunione di un anno fa era stato garantito un nuovo incontro entro gennaio 2026, insieme al confronto con un privato interessato al cofinanziamento. Oggi non c’è traccia di nulla. Il progetto è ancora quello originario o è stato modificato, come si avverte nei corridoi? Con quali costi e quali tempi? Nessuno lo dic”, denuncia ancora E non basta sostenere che un progetto approvato non possa essere modificato: se ci sono modifiche, vanno spiegate”. “Se non ci sono, va detto chiaramente a che punto è l’intervento, con quali risorse e con quale cronoprogramma. Servono parcheggi e innevamento artificiale. Ma ad oggi non c’è nessuna comunicazione della Regione e la stagione invernale è già alle porte. Sull’impianto di innevamento gli interventi vengono annunciati da anni. Sui parcheggi e sull’accessibilità agli impianti, invece, l’unica certezza è che tutto resta sulla carta. Sono progetti che non sono nati con Marsilio, ma che con Marsilio si sono bloccati. E questo è il punto – incalza Di Marco -: non si può continuare a parlare della montagna abruzzese come una priorità mentre interventi essenziali per la sua accessibilità, la sua attrattività e la sua capacità turistica restano senza risposte”.
Quindi il tema operatori per i quali “non risulta alcun fondo di compensazione, né una misura strutturale di sostegno. Nessuno ha mai quantificato in modo trasparente le perdite subite dagli operatori in questi anni”. “È questa la politica di rilancio della montagna? Meglio l’inerzia che il rilancio? – torna a chiedere Di Marco: che cosa sarà aperto, funzionante e realmente utilizzabile nella stagione invernale 2026-2027? Nessuno lo sa. Perché la Regione non ha fornito un cronoprogramma chiaro, con risorse, responsabili e scadenze. Dopo anni di rinvii- ribadisce ancora – non bastano più le rassicurazioni. Servono atti, tempi certi e responsabilità precise. La Maielletta e Passolanciano non possono essere trattate come una partita da rinviare ancora una volta”.
Il problema per il consigliere Pd “è la capacità di governo della Regione. Abbiamo un presidente che si è fatto commissariare sulla sanità, sui conti, sulle opere, sulle infrastrutture e su tante altre partite e che oggi non riesce nemmeno a dare risposte a una società di promozione turistica e a un sindaco di montagna. Questa non è una polemica politica. È una questione di responsabilità istituzionale. La montagna ha bisogno di programmazione, investimenti, infrastrutture e interlocutori affidabili”. “Gli operatori hanno bisogno di sapere su quali risorse possono contare. I Comuni hanno bisogno di risposte. I cittadini hanno diritto di sapere che fine hanno fatto le risorse promesse”.
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