Faccia a faccia «franco» tra Occhiuto e Tajani
L’incontro da Gianni Letta, tra Roberto Occhiuto e Antonio Tajani, ma non arriva il “disgelo”
Il governatore nega scalate mentre guarda al lungo periodo
MA quindi Roberto Occhiuto si candida alla guida di Forza Italia? L’uscita del suo libro – il 29 settembre – ha riportato in agenda la domanda. «Roberto è già una guida» dice il ministro Paolo Zangrillo, in prima fila e attentissimo mercoledì pomeriggio alla presentazione del volume del governatore e vicesegretario di Forza Italia. «Se Occhiuto diventa segretario, rifaccio la tessera di Forza Italia» promette Francesca Pascale. Tra il pubblico, alla Mondadori della Galleria Sordi a Roma, si rivede tutta quella parte di Forza Italia che già era stata avvistata poco più di un anno fa a Palazzo Grazioli, quando Occhiuto lanciò la sua “scossa liberale” al partito.
IL PUBBLICO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI OCCHIUTO
È quella parte di Forza Italia – tra loro deputati, senatori, il vicepresidente della Camera Mulè, ministri come Zangrillo e Casellati – che condivide con Occhiuto la voglia di rinnovamento nel partito. In più si fanno vedere anche la segretaria di Noi Moderati Mara Carfagna e il segretario Libdem Luigi Marattin.
Occhiuto, però, di corsa alla leadership o di congresso non vuole sentire parlare. «Non ho l’ambizione di guidare Forza Italia, sono stato rieletto presidente della Calabria l’anno scorso, ho 4 anni davanti a me – ha detto durante la presentazione del libro e lo ha ripetuto nelle varie ospitate tra tv e radio in questi giorni – Io sono il vice di Tajani, non sono l’anti-Tajani». Quello che vuole fare, ha continuato, è offrire degli stimoli, degli spunti di riflessione per modernizzare un partito «ingiallito».
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OCCHIUTO NON PARLA DI CORSA ALLA LEADERSHIP
Più apertura, più coraggio sui diritti civili, una comunicazione più efficace. Del partito e, ha detto a margine a Roma rispondendo alle domande dei giornalisti, dello stesso Tajani. Perché «a volte diventa ingiustamente oggetto di polemiche» per alcune sue dichiarazioni, ma se questo succede «evidentemente la comunicazione del partito e anche la comunicazione del segretario possono essere riviste». Chiede Occhiuto anche un maggiore ascolto nel partito. «La proposta di abolizione del bollo l’ho messa nel libro che ho consegnato a Mondadori a giugno, ne ho parlato pubblicamente – ha ricordato – Poi è intervenuta Meloni, ma nel partito non c’è stata questa grande attenzione. Ecco, bisognerebbe ascoltare magari i governatori…». A “Un giorno da pecora”, su Rai Radio 1, il governatore precisa meglio. Auspica una gestione «più condivisa del partito con tutti quelli che vogliono innovarlo» e propone una “squadra” di 4-5 persone che aiuti il segretario nazionale a rilanciare il movimento azzurro.
L’INCONTRO CON TAJANI
Chissà, forse ne avrà parlato con Tajani nel faccia a faccia di ieri, giovedì primo ottobre, che si è svolto, riportano le agenzie, nell’ufficio di Gianni Letta a largo del Nazareno. L’incontro lo avrebbe voluto lo stesso Tajani, riferiscono parlamentari azzurri, per un chiarimento davanti allo storico uomo di fiducia di Berlusconi, dalle riconosciute capacità di mediatore. L’incontro sarebbe stato «franco e interlocutorio» e ognuno sarebbe rimasto sulle sue posizioni. «Queste critiche fanno male al partito e ci fanno perdere voti» avrebbe lamentato Tajani. «Voglio solo dare degli stimoli, una maggiore apertura sui diritti civili e sui temi più liberal può solo far bene alla crescita e al rinnovamento di Forza Italia» la replica di Occhiuto.
L’ATTIVISMO DI OCCHIUTO VISTO COME MINACCIA
L’impressione è che Tajani viva questo attivismo di Occhiuto come una minaccia alla sua leadership. Il governatore ribadisce che non intende scalzare Tajani. Tuttavia, gli elementi di una “mozione Occhiuto” ci sono tutti. Ci sono i contenuti, raccontati ora anche nel libro. Ci sono esponenti del partito che sembrano riconoscersi nella sua idea di rinnovamento. Ma è probabile che Occhiuto non immagini un’accelerata a stretto giro. Certo lavora anche sul lungo periodo. E prova a ridefinire la proposta politica di Forza Italia per intercettare quell’elettorato moderato che oggi, dice, si trova privo di riferimenti.
LA “MOZIONE” OCCHIUTO
È un terreno che sembra avere qualche riscontro anche nella comunicazione politica giovanile online d’area centrodestra. Nel libro Occhiuto osserva che sui social i creator politici appartengono prevalentemente all’area progressista. Scorrendo TikTok si trova però una realtà più sfumata. Non ci riferiamo alle pagine più vicine alla destra sovranista, ma a giovani divulgatori che discutono di tasse, mercato, welfare, merito, impresa e spesa pubblica da una prospettiva non di sinistra e che, in alcuni casi, arrivano dalla giovanile di Forza Italia. Da Ascanio Carola a Marco Merolla, emerge un profilo che tiene insieme liberalismo economico, attenzione ai diritti, europeismo e una distanza dalla destra sovranista.
ESISTE UN VERO SPAZIO ELETTORALE?
È ancora presto per dire se dietro questa sensibilità esista un vero spazio elettorale. Ma sembra questo il terreno sul quale Occhiuto mostra di voler misurare la possibilità di una Forza Italia diversa: più liberale sui diritti, più coraggiosa sulle proposte economiche e più capace di parlare ai giovani con un linguaggio contemporaneo.
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