Andrea Stroppa rischia il processo: per la Procura ha travolto e ucciso un 18enne con la sua Smart
Andrea Stroppa, l’informatico considerato l’uomo di Elon Musk in Italia, guidava oltre i limiti di velocità quando ha investito un ragazzo che aveva appena compiuto 18 anni. La procura di Roma ha chiuso le indagini sull’incidente e si prospetta un rinvio a giudizio per il 32enne, indagato per omicidio stradale. In un primo momento, Stroppa sembrava essere giustificato dal fatto che il 18enne avrebbe attraversato sulle strisce pedonali con il semaforo rosso. La scrupolosità della pm Rita Ceraso ha chiarito un aspetto non secondario: la velocità. La Smart guidata da Stroppa era dotata di un dispositivo satellitare che, a differenza delle testimonianze, fornisce una prova oggettiva della situazione al momento dell’impatto. Stroppa procedeva a quasi il doppio della velocità consentita – 94 km/h contro il limite di 50 – e il tracker satellitare ha registrato, oltre alla velocità, anche l’orario e la posizione precisa.
Alle 21.44 del 31 gennaio, in via Fiorentini a Roma, Mirco Garofano è stato travolto dall’auto ed è stato lo stesso Stroppa a chiamare i soccorsi. “Ho investito una persona, è grave”, ha detto il 32enne nella chiamata registrata dall’Ares, ma all’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla da fare. Gli agenti della polizia locale hanno raccolto la testimonianza del manager della ristorazione Manuel Bocci, passato con la sua auto sulla stessa strada pochi istanti prima: “La Smart di Stroppa non avrebbe potuto evitarlo, io ci sono riuscito per miracolo”. Secondo il testimone oculare, l’impatto sarebbe avvenuto a una velocità compatibile con i limiti consentiti, ma il dispositivo satellitare ha confermato il contrario. Dopo la perizia, l’accusa ha chiuso le indagini e l’ipotesi è che sia avvenuto un “concorso di colpa”. Anche i finestrini dell’auto hanno attirato l’attenzione degli investigatori; la Smart aveva i vetri delle portiere oscurati, nonostante per legge sia vietato.
La conclusione delle indagini arriva proprio nel momento in cui Stroppa è al centro del dibattito politico, dopo aver incontrato Beppe Grillo per pranzare – e parlare – all’hotel Forum di Roma. Un altro elemento, non rilevante però dal punto di vista penale, è il fatto che Stroppa la sera dell’incidente fosse senza la scorta. L’imprenditore è stato tutelato con la scorta dopo che il 31 marzo al Tesla Center di via Serracapriola, qualcuno ha innescato tre dispositivi incendiari che hanno distrutto sedici auto elettriche. Già a gennaio, un anno prima dell’incidente in questione, Stroppa aveva ricevuto delle minacce di morte. Disattendere la prescrizione della scorta, che non dovrebbe mai lasciare sola la persona da tutelare, non è un reato, ma lo Stato spende uomini e soldi. Non rispettare la presenza degli agenti, che rischiano ogni giorno la vita, può avere delle conseguenze, anche se, nel caso in questione, probabilmente non avrebbe potuto evitare l’incidente.
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