«Bisogna capire il perché se ne vanno»

PESARO – Cambio lavoro, cambio vita. O forse più semplicemente cambio ente. Non è un reality show ma la realtà di quello che sta accadendo in Comune a Pesaro: su 604 dipendenti da oggi, 2 di loro, come apprende il Corriere Adriatico, saranno in forze presso un’altra realtà pubblica. E un’altra da novembre. Questi rientrano negli 80 nullaosta concessi da piazza del Popolo per la mobilità. Ovvero il 13.24% del personale.
Ciao, me ne vado
Tra i prossimi a lasciare il Comune anche impiegati con alle spalle 30 anni di carriera. E altri che avrebbero rinunciato ad upgrade di carriera. Un’emorragia che non sta lasciando indifferenti. A farsi domande anche la consigliera comunale di opposizione, Giulia Marchionni (Pesaro, svolta): «Oltre 80 richieste di nullaosta in uscita. Un dato che non può lasciare indifferenti. Bisogna capire il perché». Per Marchionni «il problema del personale del Comune di Pesaro non si risolve semplicemente assumendo o spostando dipendenti da un servizio all’altro. Serve una visione complessiva della macchina amministrativa e delle professionalità che la compongono». Dati che emergono dalla lettura del Documento unico di programmazione 2027-2029 che Marchionni definisce «preoccupante». E prosegue: «Ben vengano le nuove assunzioni, soprattutto nei settori che ne hanno bisogno. Ma se a fronte di 2 nuovi ingressi, contemporaneamente perdiamo 5 professionalità (pensionamenti, mobilità e dimissioni) e continuiamo a spostare personale da un servizio all’altro, la domanda è: qual è la strategia? Quali servizi vogliamo rafforzare? Quali competenze vogliamo conservare? Quale organizzazione vogliamo costruire?». La consigliera aggiunge anche che un dipendente non è una pedina da spostare «da una casella all’altra a seconda dell’emergenza del momento». E ancora: «Sia chiaro, gli spostamenti sono legittimi, ma ogni spostamento dovrebbe inserirsi in una precisa visione organizzativa e politica dell’ente, non essere semplicemente una risposta contingente alle carenze che di volta in volta si presentano. Si può assumere e contemporaneamente avere difficoltà a trattenere le professionalità migliori, oppure si può spendere di più e contemporaneamente non riuscire a garantire maggiore efficienza».
I servizi
La volata verso altri enti pubblici preoccupa anche per la tenuta e la prosecuzione dei servizi. Sempre Giulia Marchionni sottolinea come il Comune abbia sempre avuto dei servizi educativi all’avanguardia, «questo lo dobbiamo al dirigente che per anni lo ha guidato, alle alte professionalità che oggi portano avanti il servizio, alle insegnanti che hanno progettato una scuola modello e che oggi chiedono di poter continuare a fare il proprio lavoro ma pretendono rispetto e fiducia». E per fare questo «non basta assumere, ma bisogna sapere chi entra nel nuovo organico». Quindi le competenze, le affinità con la strada intrapresa». Marchionni conclude dicendo: «80 persone verso l’uscita sono tante, i dipendenti e i dirigenti non possono essere considerati come costi ma sono risorse essenziali».




