Bari, dall’alcol sul barbecue ai danni da ceretta: l’estate ‘ustionati’
Alcol versato sul barbecue per ravvivare la fiamma, uso improprio di alcuni trattamenti estetici e liquori preparati in casa utilizzando sostanze altamente infiammabili. E ancora i ‘grandi classici’ delle sterpaglie bruciate in campagna, degli incidenti stradali con l’incendio e delle esplosioni di bombole di gas. Oltre agli infortuni sul lavoro provocati da sostanze caustiche. Sono alcune delle cause delle gravi ustioni trattate durante l’estate dal Centro Ustioni del Policlinico di Bari. “Incidenti molto diversi tra loro, ma spesso accomunati dalla sottovalutazione del rischio – spiega il direttore del Centro Ustioni, Giulio Maggio -. Comportamenti ripetuti magari per anni, senza conseguenze, che possono trasformarsi in pochi secondi in eventi capaci di provocare ustioni gravissime. Il nostro Centro ha accolto pazienti di ogni età provenienti dalla Puglia e da altre regioni, in particolare Calabria e Molise, oltre a cittadini stranieri e persone che si trovavano sul territorio pugliese per le vacanze”.
Tra i casi più complessi ci sono stati gli incidenti stradali nei quali all’impatto è seguito l’incendio del carburante, con pazienti che presentavano contemporaneamente ustioni estese, fratture e altri traumi e che hanno richiesto una presa in carico multidisciplinare. Altrettanto severe possono essere le conseguenze delle esplosioni di bombole di gas in abitazioni o strutture ricettive. Un capitolo specifico riguarda gli incidenti sul lavoro, dalle ustioni chimiche provocate dal contatto con sostanze caustiche, come l’acido solforico, a quelle determinate dall’esplosione o dall’incendio di prodotti infiammabili. “Non sono mancati poi episodi meno frequenti ma altrettanto gravi – aggiunge Maggio –. Abbiamo trattato pazienti con ustioni provocate durante trattamenti estetici domestici, come l’utilizzo improprio della ceretta, e anche il caso di una donna rimasta gravemente ustionata durante un rito di purificazione che prevedeva l’impiego sul corpo di sostanze a base alcolica. In quel caso le ustioni hanno interessato fino all’80 per cento della superficie corporea”.
“Raccontare le cause di questi incidenti è importante perché molti possono essere evitati – aggiunge Maggio -. Il fatto di aver compiuto tante volte un gesto senza conseguenze non significa che quel comportamento sia sicuro. È stata un’estate particolarmente impegnativa, con i dieci posti letto del Centro costantemente occupati e pazienti con ustioni estese anche oltre il 50 per cento della superficie corporea. Nonostante la gravità dei casi trattati, non c’è stato nessun decesso presso il Centro ustioni. Dietro questo risultato c’è un lavoro complesso, che coinvolge medici, ma soprattutto voglio ricordare le figure degli infermieri e degli OSS specializzati nel trattamento di pazienti con grandi fragilità e può contare sulla collaborazione insostituibile delle due Rianimazioni e sull’apporto costante di fisiatri e fisioterapisti”.
“La sopravvivenza dei pazienti con le ustioni più estese è legata a un percorso assistenziale complesso e multidisciplinare – sottolinea, infine, il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce -. Nei casi più severi, il grande ustionato necessita fin dalle prime ore di assistenza intensiva e del contributo coordinato di differenti professionalità, dalla gestione delle funzioni vitali al trattamento delle lesioni fino alla riabilitazione. La capacità di garantire tutte queste fasi al Policlinico di Bari testimonia l’elevato livello di specializzazione raggiunto dal nostro Centro ed è il risultato dell’integrazione tra competenze e professionalità diverse, indispensabile nella presa in carico dei pazienti più complessi”.




