Emilia Romagna

Minorenne “spogliata” con l’intelligenza artificiale e foto diffuse sui social, ragazzino nei guai


L’allarme è partito quando la vittima, una minorenne riminese, si è accorta che sui social e sulle chat dei coetanei giravano foto di lei completamente nuda. Immagini per le quali non aveva mai posato e che le erano del tutto sconosciute e, tra l’imbarazzo e la vergogna, si era rivolta ai genitori e, quindi, alla Questura dove aveva denunciato la vicenda. Sono così partite le indagini della Squadra Mobile con gli inquirenti che, fin da subito, hanno potuto accertare come quelle foto erano, in realtà, frutto dell’intelligenza artificiale realizzate incollando il volto della ragazzina a quello di un corpo nudo. Il passo successivo dell’inchiesta è stato di risalire a ritroso il percorso fatto da quelle immagini lungo la catena di chat e social.

Attraverso l’analisi dei cellulari dei giovani che erano entrati in possesso di quegli scatti farlocchi è stato possibile ricostruire la sequenza di condivisione dei contenuti e a delineare il percorso di creazione e diffusione delle immagini. Le indagini, infatti, hanno consentito di individuare i canali attraverso i quali i file alterati erano stati generati e successivamente inviati permettendo di stabilire le interazioni tra i soggetti coinvolti e raccogliendo elementi utili per accertare le singole responsabilità. Si è così arrivati all’autore, un conoscente della vittima, anche lui minorenne che, ora, dovrà risponderne davanti al Tribunale dei Minori di pornografia minorile.

L’inchiesta ha dimostrato come, in realtà, chi punta tutto sull’anonimato del web si sbaglia di grosso e che è possibile seguire le tracce informatiche per risalire a chiunque e che, quello che può sembrare una sorta di scherzo di cattivo gusto, ha in realtà pesanti ripercussioni penali oltre a causare gravi problematiche di natura psicologica alle vittime. Nell’ambito di questa indagine in particolare, vista anche l’età delle persone coinvolte, gli inquirenti della Mobile hanno dovuto operare con la massima delicatezza data la necessità di coniugare le esigenze di accertamento dei fatti con la tutela della riservatezza e della dignità dei minori coinvolti lavorando in costante raccordo con l’autorità giudiziaria minorile, adottando tutte le cautele previste dall’ordinamento per la protezione delle vittime vulnerabili.

Dalla Questura sottolineano che “La vicenda rappresenta un importante momento di riflessione sui rischi connessi all’impiego improprio delle nuove tecnologie. Strumenti oggi facilmente accessibili consentono infatti di creare contenuti artificiali estremamente realistici, capaci di arrecare gravi danni alla dignità, alla reputazione e all’equilibrio psicologico delle persone, con effetti ancora più devastanti quando le vittime sono minori. La Polizia di Stato richiama l’attenzione di giovani e famiglie sul fatto che condotte apparentemente considerate da alcuni come semplici scherzi, ritorsioni o forme di derisione online possono integrare fattispecie di reato di particolare gravità e determinare conseguenze giudiziarie rilevanti”.

“Particolare sensibilità – aggiunge la Polizia di Stato – è stata dedicata alla trattazione di questo fascicolo dagli investigatori della Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile di Rimini, da anni impegnati nell’ascolto delle vittime vulnerabili e nel contrasto ai fenomeni che colpiscono minori e soggetti fragili. L’intervento degli operatori è stato orientato non soltanto all’accertamento dei fatti, ma anche alla tutela della persona offesa e alla corretta gestione di una vicenda particolarmente delicata. La Questura di Rimini continuerà inoltre a promuovere attività di prevenzione e informazione attraverso i numerosi incontri che il personale della Polizia di Stato svolgerà nei prossimi mesi negli istituti scolastici della provincia. Durante tali appuntamenti saranno affrontati anche i temi dell’utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale, dei rischi della diffusione incontrollata di contenuti online, del cyberbullismo e della tutela dei minori nel mondo digitale. La Polizia di Stato invita infine genitori, insegnanti e ragazzi a non sottovalutare segnali di disagio o episodi di diffusione di contenuti offensivi e a rivolgersi tempestivamente alle Forze di Polizia in caso di situazioni analoghe”.

“L’intelligenza artificiale – conclude la Questura – rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo e innovazione, ma il suo utilizzo richiede consapevolezza e senso di responsabilità. La creazione o diffusione di immagini manipolate, soprattutto quando coinvolgono minori, può integrare gravi ipotesi di reato. La normativa vigente prevede oggi specifiche forme di tutela anche per i casi di alterazione artificiale dei volti e delle immagini, mentre la produzione o diffusione di materiale a contenuto sessualmente esplicito riferibile a minori può configurare fattispecie di particolare gravità, tra cui quelle previste dall’articolo 600-ter del Codice Penale. La prevenzione, la tempestiva segnalazione e un corretto utilizzo delle tecnologie restano gli strumenti più efficaci per proteggere i giovani e garantire un ambiente digitale sicuro e rispettoso della dignità di ogni persona”.


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