Il Tenco a Carmen per l’album in lingua siciliana
Dal rock mediterraneo di Carmen Consoli al pianoforte irriverente di Giulia Mei, fino al pop obliquo e contaminato dei Santamarea al Premio Tenco come sempre prima viene la voce, poi tutto il resto.
Quella ruvida e teatrale della Catantessa, capace di far suonare il siciliano come una lingua rock, mediterranea e insieme contemporanea e come ospiti il pianoforte e la scrittura tagliente di Giulia Mei, che dentro la forma della canzone fa entrare ironia e vita quotidiana ed anche il pop dei Santamarea, dove chitarre, elettronica e suggestioni internazionali si mescolano a una Palermo che non ha nessuna voglia di diventare cartolina. Ecco ci sarà anche questo al Premio Tenco.
La protagonista siciliana è senza dubbio Carmen Consoli che al Teatro Ariston di Sanremo, dal 22 al 24 ottobre, riceverà la Targa Tenco per il migliore album in dialetto con «Amuri luci», il disco pubblicato nell’ottobre 2025 – il suo decimo album in studio – che ha riportato al centro della sua scrittura la lingua siciliana, trasformandola in musica e poetica.
Non un ritorno nostalgico alle radici, ma un’immersione nella Sicilia come crocevia di lingue e culture perché nel siciliano di Carmen affiorano stratificazioni arabe, greche e latine, mentre le canzoni attraversano guerra, amore, identità, storia e presente.
E non è tutto perché «Amuri luci» è anche il primo capitolo di una trilogia con cui Consoli ha scelto di esplorare le tre anime che hanno attraversato la sua carriera: le radici mediterranee e linguistiche, il rock e il cantautorato… L’articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell’edizione digitale.
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