«Paga o le pubblico». Civitanovese ricattato da due uomini (che si fingevano donna)

CIVITANOVA Un contatto su Whatsapp da una ragazza francese, tale Natalie, qualche messaggio per instaurare un rapporto di fiducia poi la conversazione si sposta su Telegram. Nasce un’amicizia, parte una richiesta di aiuto economico a cui fa seguito un bonifico di 120 euro, nel frattempo l’amicizia si fa più intima e lui le invia qualche sua foto in déshabillé, alla seconda richiesta di denaro a cui lui si rifiuta di dare seguito scatta la minaccia: «Se non paghi inoltro a tutti e pubblico le tue foto di nudo». Lui paga 100 euro, Natalie le chiede altri soldi, a quel punto la vittima, un civitanovese, la denuncia. Sotto accusa per truffa ed estorsione ci sono un italiano e un ivoraino, per la Procura sarebbero loro la ragazza francese, o meglio avrebbero creato loro il falso profilo di Natalie.
La ricostruzione
L’incubo per un civitanovese over 50 sarebbe iniziato ad aprile del 2024 quando era stato contattato su Whatsapp da una sedicente donna francese di nome Natalie, tra i due sarebbe nata una sorta di amicizia a suon di messaggi, poi dopo qualche giorno lei lo avrebbe invitato a spostarsi su Telegram. Tra una conversazione e l’altra Natalie avrebbe detto di trovarsi in difficoltà economiche e aveva chiesto un aiuto, il civitanovese aveva prima acconsentito poi, quando lei gli aveva inviato un Iban intestato a un uomo (un savonese di 62 anni) si era insospettito. Ma lei lo aveva rassicurato dicendo che era tutto ok, che era un amico e la vittima aveva effettuato il pagamento. Nel frattempo i due erano entrati in intimità e lui le aveva inviato proprie foto di nudo. Alla seconda richiesta di denaro però il civitanovese si era rifiutato di pagare e a quel punto la presunta francese lo aveva minacciato dicendo che avrebbe reso pubbliche le sue foto hot. «Se mi paghi 100 euro elimino per sempre le foto», gli aveva assicurato, così la vittima aveva fatto un secondo pagamento, questa volta sulla Poste Pay di un ivoriano di 47 anni. Le richieste però erano proseguite e a maggio il civitanovese ha sporto querela. Ieri l’udienza preliminare a carico dei due imputati è slittata al 24 febbraio, il gup Francesca Preziosi ha disposto nuove ricerche dell’ivoriano attualmente irreperibile. Il savonese, difeso dall’avvocato Anna Maria Recchi, invece respinge ogni addebito sostenendo di essere stato vittima di phishing «da parte delle stesse persone che hanno truffato il civitanovese – afferma il legale – e che avrebbero tentato di estorcere denaro anche a lui, carpendo i suoi dati sensibili ed entrando nella memoria del suo cellulare».




