Umbria, solo 8 lavori su 100 richiedono una laurea. Ma oltre la metà dei profili è introvabile

di Fabrizio Troccoli
I dati utilizzati in questo approfondimento sono riferiti al 2025, ultimo anno per cui sono disponibili informazioni sufficientemente omogenee tra i diversi indicatori analizzati, evitando di confrontare annualità diverse. Il mercato del lavoro umbro continua a mostrare segnali positivi sul fronte dell’occupazione, ma guardando alla qualità della domanda emerge un quadro più complesso. Le imprese della regione hanno programmato quasi 70 mila ingressi lavorativi, ma solo una parte molto ridotta è destinata a persone con un titolo universitario. Allo stesso tempo, quando le aziende cercano laureati, dichiarano spesso di avere difficoltà a trovarli. È un apparente paradosso che aiuta a leggere da un’altra prospettiva il tema della mobilità dei giovani qualificati e della capacità dell’Umbria di trattenerli. Il primo dato da osservare è il peso che la laurea ha nella domanda di lavoro delle imprese. Nel 2025 in Umbria soltanto l’8,1 per cento delle entrate programmate richiede un titolo universitario. È una quota inferiore sia alla media italiana, pari all’11,6 per cento, sia a quella del Centro, che raggiunge il 12,2 per cento. Il divario emerge anche confrontando l’Umbria con le regioni vicine: la Toscana arriva al 9 per cento e le Marche all’8,7 per cento, mentre è molto più distante il Lazio, dove il titolo universitario è richiesto nel 15,5 per cento delle entrate programmate. Questo significa che il problema non riguarda necessariamente la quantità complessiva di lavoro disponibile, ma può riguardare la struttura della domanda: in Umbria una quota relativamente piccola delle opportunità previste dalle imprese è rivolta a lavoratori con istruzione universitaria.
(function(){function e(){window.addEventListener(`message`,function(e){if(e.data[`datawrapper-height`]!==void 0){var t=document.querySelectorAll(`iframe`);for(var n in e.data[`datawrapper-height`])for(var r=0,i;i=t[r];r++)if(i.contentWindow===e.source){var a=e.data[`datawrapper-height`][n]+`px`;i.style.height=a}}})}e()})();
Se le opportunità destinate ai laureati sono poche, è utile capire quali competenze cercano davvero le imprese umbre. Nel 2025 la domanda si concentra soprattutto sull’area economica, con circa 1.580 entrate programmate, seguita da insegnamento e formazione con 940. Più contenuti, ma comunque rilevanti, i numeri per ingegneria, sanità e discipline scientifiche.
Il grafico mostra quindi che la domanda di lavoro qualificato non è distribuita in modo uniforme: alcune lauree assorbono una parte consistente delle opportunità disponibili, mentre altre restano molto più marginali.
(function(){function e(){window.addEventListener(`message`,function(e){if(e.data[`datawrapper-height`]!==void 0){var t=document.querySelectorAll(`iframe`);for(var n in e.data[`datawrapper-height`])for(var r=0,i;i=t[r];r++)if(i.contentWindow===e.source){var a=e.data[`datawrapper-height`][n]+`px`;i.style.height=a}}})}e()})();
Il dato più sorprendente emerge quando si guarda non a quanti laureati vengono cercati, ma a quanto sia difficile trovarli. Nel 2025 le imprese umbre segnalano forti difficoltà di reperimento soprattutto per i profili più specialistici: ingegneria elettronica e dell’informazione, area medico-odontoiatrica, sanitario-paramedica e chimico-farmaceutica. In diversi casi, più di sette profili su dieci risultano difficili da reperire. È qui che il paradosso diventa evidente: le opportunità per laureati sono relativamente poche, ma proprio nei settori più qualificati le imprese faticano a trovare candidati.
(function(){function e(){window.addEventListener(`message`,function(e){if(e.data[`datawrapper-height`]!==void 0){var t=document.querySelectorAll(`iframe`);for(var n in e.data[`datawrapper-height`])for(var r=0,i;i=t[r];r++)if(i.contentWindow===e.source){var a=e.data[`datawrapper-height`][n]+`px`;i.style.height=a}}})}e()})();
Nel complesso, i dati del 2025 restituiscono un quadro meno semplice della sola “fuga dei laureati”. Solo una quota limitata delle opportunità di lavoro in Umbria richiede un titolo universitario: 8,1 per cento delle entrate programmate in Umbria richiede una laurea. Allo stesso tempo: 57,1 per cento dei laureati cercati dalle imprese è difficile da reperire. Il nodo sembra quindi stare nell’incontro tra tipo di lavoro offerto, competenze richieste e capacità del territorio di trattenere o attrarre professionalità qualificate.
The post Umbria, solo 8 lavori su 100 richiedono una laurea. Ma oltre la metà dei profili è introvabile appeared first on Umbria 24.
Source link



