Scienza e tecnologia

perché i boomer shooter degli anni ’90 stanno tornando di moda

Intorno agli anni ’90 i giocatori hanno iniziato a parlare di un nuovo sotto-genere dei cosiddetti first-person shooter, ovvero i boomer shooter. Quella di allora, sopravvissuta fino ad oggi, altro non era che una corrente di titoli che riportavano in auge le vecchie glorie degli anni ’90.

Il passato è sempre destinato a tornare

Titoli come Doom, Quake e Duke Nukem erano solo alcuni dei nomi che resero celebre questa sotto-categoria. Una tipologia di titoli nettamente diversa rispetto ai classici Call of Duty, Battlefield o Halo. L’epoca degli anni ’90 ha rappresentato una sorta di periodo d’oro per i boomer shooter, più frenetici, rapidi e verticali. Da Doom del 1993, protagonista assoluto della scena, a Quake, giunto tre anni più tardi. Questi due erano i veri e propri pilastri del genere boomer shooter, sulle cui basi sono stati costruiti i ponti dei successivi capitoli e videogiochi.

Le differenze fra shooter classico e boomer shooter

Niente coperture tattiche, qui la strategia era ridotta all’osso. Vinceva chi era più rapido, preciso e chi riusciva a gestire le limitate risorse con più attenzione. Questa corrente è cresciuta a dismisura fino ai primi anni duemila, quando entrarono in gioco i moderni FPS tra cui Halo, CoD e via discorrendo. In quell’istante l’industria scelse di percorrere una via diversa, scegliendo la strategia, i sistemi di coperture, lo stealth ed un’azione meno frenetica rispetto al caos dei boomer shooter.

Il grande ritorno

Ma alla fine, nel 2016, il remake di Doom ha reso nuovamente celebre questa sotto-categoria. id Software decise che era giunto il momento di riproporre questa tipologia di shooter, ed il successo del primo capitolo di quella che oggi è diventata una trilogia fece da apripista per i futuri capitoli. Sulla falsa riga di Doom uscì, successivamente, Dusk (2019), Amid Evil (2021) e Severed Steel (2021), titoli che hanno confermato l’interesse per i boomer shooter. Un genere che non vuole saperne di salutarci e che, anzi, continua ad appassionare decine e decine di milioni di giocatori in tutto il mondo.


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