Società

Giovani e violenza, la lezione di Daniele Novara: “Serve un’alfabetizzazione alla buona gestione dei conflitti”

Di fronte all’ondata di cronaca nera che coinvolge i più giovani, la risposta non può essere la solita caccia alle streghe a colpi di manette o punizioni esemplari.

In un intervento affidato ai propri canali social, il pedagogista Daniele Novara invita a invertire la rotta: invece di inseguire la pancia dell’opinione pubblica, occorre rimettere al centro le relazioni umane, insegnando ai ragazzi a gestire i propri limiti e le delusioni quotidiane.

Politiche punitive e il valore della scuola

La strada del rigore a tutti i costi ha già mostrato la sua inefficacia. Per Novara, minacciare il carcere minorile o la bocciatura serve a poco, visto che gli episodi di violenza e la rabbia giovanile non accennano a diminuire.

“Le politiche repressive non sembrano proprio funzionare – scrive – e gli episodi che segnalano le difficoltà dei ragazzi a gestire situazioni di frustrazione continuano a riempire la cronaca”. La vera risposta sta nella scuola, vista come una grande occasione per imparare a vivere insieme e a rispettare l’autorità degli insegnanti. Per fare questo, però, servono risorse e investimenti mirati, capaci di sostenere anche le famiglie e quei genitori che oggi si sentono smarriti di fronte al ruolo educativo.

La trappola dello smartphone e la paura dei no

Un nodo cruciale riguarda poi l’uso sempre più precoce dei cellulari tra i bambini. La questione non è solo il tempo passato davanti al display, ma il rischio di perdere quell’allenamento quotidiano fatto di sguardi, confronti reali e rifiuti da incassare.

Scappare dalle difficoltà attraverso uno schermo impoverisce la crescita emotiva dei ragazzi. Come evidenzia il pedagogista: “Se un bambino o un ragazzo può sottrarsi continuamente alla contrarietà attraverso uno schermo, viene meno un pezzo importante dell’apprendimento relazionale”. La vita vera, con i suoi piccoli e grandi intoppi, non si può sostituire con una chat, altrimenti il rischio è che i problemi finiscano per ingigantirsi.

La ricetta proposta da Novara punta su un percorso continuo di educazione alle relazioni e ai sentimenti, evitando la paura della pena: insegnare ad affrontare un parere contrario o una delusione è, secondo Novara, il vero argine alla violenza di strada.

“Da anni vado predicando la necessità – scrive nel suo post – di attivare un progetto di alfabetizzazione alla buona gestione dei conflitti”. È questo l’antidoto reale ai comportamenti aggressivi: gestire la rabbia prima che degeneri, aiutando i più giovani a stare nel mondo reale con rispetto.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »