Luca Marinelli ricorda le 2 bocciature: “La scuola ha la responsabilità di provare ad andare incontro a chi ha davanti, con me non ha avuto questa premura”

Due bocciature alle spalle, un interesse giovanile per la letteratura greca mai davvero sbocciato in classe e la sensazione di essere rimasto inascoltato.
Raccontandosi tra le pagine di U- Repubblica, l’attore Luca Marinelli ripercorre gli anni sui banchi con sincerità e senza risentimenti, raccontando come il suo percorso scolastico sia stato segnato da un’evidente mancanza di motivazione e di attenzione reciproca.
Di fronte al ricordo di quei due anni ripetuti, l’artista sceglie di non caricare d’accuse gli insegnanti: “Di sicuro non mi metterò adesso e qui a fare un processo ai professori”. Dietro l’insuccesso c’è piuttosto un peso distribuito a metà, un’assunzione di responsabilità divisa tra un adolescente distratto e un’istituzione incapace di cogliere le inclinazioni di chi ha davanti.
“Diciamo un democratico 50 e 50? – ammette Marinelli – Io qualche interesse, a partire dalla letteratura greca, lo avevo, ma non ero molto motivato. La scuola ha la responsabilità di provare ad andare incontro a chi ha davanti, con me non ha avuto questa premura e così mi sono ritrovato a ripetere l’anno due volte”.
La riflessione sulla bocciatura nell’intervista del 2025
Il tema dell’istruzione è tornato al centro delle sue riflessioni anche in un’intervista del 2025 a La Stampa. Tornando a riflettere sul suo passato da studente frenato per due volte, Marinelli si è espresso in modo critico verso la bocciatura in generale, arrivando a ipotizzarne il divieto: “Ero un ragazzo curioso come tanti, che forse andava semplicemente stimolato. Comunque essere bocciato non è una cosa bella, anzi, io quasi la vieterei, perché, secondo me, c’è una sorta di corresponsabilità”. Secondo l’attore, infatti, l’insuccesso scolastico non è un fatto isolato addebitabile unicamente all’alunno, ma chiama in causa gli insegnanti, la scuola e l’ambiente circostante.
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