In centinaia per l’apertura di palazzo d’Achille, il sindaco rilancia: “Replicheremo in altri luoghi”

Oltre trecento persone sono entrate a palazzo d’Achille in occasione dell’apertura straordinaria al pubblico promossa nell’ambito dell’anteprima di Ri-Generazione Chieti, la serie di visite guidate pensata per far conoscere alla comunità i luoghi del patrimonio cittadino oggetto di recupero e valorizzazione. L’iniziativa, realizzata dall’amministrazione comunale in sinergia con ScopriTeate, è il primo tassello di un format di partecipazione e divulgazione che coinvolgerà nelle prossime settimane anche la chiesa di San Francesco al corso e successivamente altri luoghi e immobili comunali oggetto di rifunzionalizzazione e rigenerazione.
“Vogliamo ringraziare di cuore la cittadinanza per una partecipazione straordinaria che dimostra quanto Chieti non solo sia viva e abbia desiderio di riappropriarsi dei suoi spazi più iconici, a partire da San Francesco al Corso che sarà la prossima tappa – le parole del sindaco Giovanni Legnini – . Un grazie va anche a ScopriTeate per il competente e appassionato percorso di narrazione condivisa. Apriremo straordinariamente, prima o durante i lavori, anche altri luoghi storici della città, proseguendo nel solco di quanto già fatto con successo per i Tempietti Romani insieme alla Soprintendenza. È un preciso diritto della comunità conoscere lo stato reale dei luoghi e, soprattutto, avere cognizione sul loro futuro: su questa scelta che è popolare e di partecipazione faremo solo passi avanti, lasciando la via delle polemiche a chi vuole percorrerla. Abbiamo consolidato e rilanciato sinergie istituzionali virtuose e fondamentali con la Soprintendenza e l’Usrc (Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere), che ci affiancano per le competenze di ognuno in un’azione che non può essere che corale. Il prossimo calendario delle iniziative è fittissimo e dimostra una vitalità palese e in crescita: dalle Giornate del patrimonio al Trekking urbano, passando per Monumenti aperti e fino al Cammino del Tau, uno splendido itinerario tra i luoghi francescani della città in programma il 3 ottobre. Eventi a cui torno a invitare la città a partecipare. Inoltre, in accordo con la Soprintendenza, organizzeremo presto un incontro pubblico dedicato alle Terme romane che rinasceranno con dei lavori che stanno per essere consegnati, come abbiamo fatto per i Tempietti. Chieti possiede un patrimonio culturale di enorme valore e la risposta di ieri conferma che la città chiede di essere coinvolta. Ed è ciò che faremo nel prossimo futuro”.
“Ringrazio il Settore Lavori Pubblici del Comune, il dirigente e tutti gli addetti, che stanno lavorando alacremente per accelerare al massimo i tempi di questo complesso iter progettuale – ha aggiunto l’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Febo – . Un ringraziamento doveroso va anche a Formula Ambiente e alla cooperativa Ri-Coopera, il cui intervento di bonifica e pulizia straordinaria ha permesso di rendere agibili e visitabili in totale sicurezza spazi rimasti abbandonati e compromessi per anni dal guano di piccioni. Siamo di fronte a una storia travagliata fatta di rimborsi assicurativi e mutui passati riconvertiti ad altre spese da chi ci ha preceduto. Con l’amministrazione Ferrara abbiamo preso in mano una situazione bloccata dal dissesto e dai contenziosi, con finanziamenti insufficienti a coprire l’intero intervento ma utili a ripartire e grazie proprio a Legnini all’epoca commissario abbiamo ottenuto un finanziamento pari a 5.3 milioni che ci consentirà di proseguire. Dall’insediamento di questa amministrazione abbiamo messo in ordine le risorse e affidato la progettazione all’Ati guidata dall’ingegner Di Primio per andare avanti. Entro la fine dell’anno avremo lo studio di fattibilità tecnico-economica e a gennaio apriremo la gara d’appalto per l’aggiudicazione e la consegna dei lavori. Riportare il Comune a Palazzo d’Achille non è solo un dovere morale, ma una scelta di rispetto del bilancio pubblico: ci permetterà di eliminare un affitto passivo da oltre 120.000 euro all’anno per la sede dell’ex Banca d’Italia”.
“Come emerso già durante l’incidente probatorio del 2020 condotto per il Tribunale, l’edificio ha sofferto non per un errore di progettazione originaria, ma per una cattiva esecuzione dei lavori svolti nel passato appalto post-sisma 2009 – ha spiegato l’ingegner Giampiero Di Primio, capogruppo Rtp progettazione – . Le prove di laboratorio sui consolidamenti delle murature storiche hanno mostrato il cedimento degli intonaci armati, staccatisi senza alcuna aderenza (pull-out). Il nostro compito fondamentale, imposto dalla legge, è migliorare la risposta sismica della struttura secondo i criteri normativi attribuiti a Chieti dal 2005. Per fare questo in totale sicurezza, siamo oggi costretti a rimuovere le lavorazioni precedentemente eseguite male, affrontando i conseguenti costi operativi per poi ricostruire a regola d’arte. Nonostante i dieci anni di abbandono e degrado dell’immobile, il nostro gruppo di lavoro ha già completato i rilievi di dettaglio dell’area e sta svolgendo indagini puntuali. Lavoriamo con il massimo rigore tecnico e in stretta sinergia con l’Amministrazione per rispettare i tempi e restituire alla città un’opera solida e duratura”.
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