erano tutti in alberghi di Mestre e Marghera
La Polizia amministrativa della Questura ha svolto un servizio straordinario in strutture ricettive della Terraferma, rintracciando alcuni dei cosiddetti “volti noti” del borseggio che si spostano nel centro storico di Venezia.
L’operazione, parte di un piano di potenziamento dei controlli nella Città metropolitana, ha portato all’identificazione di 114 persone.
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I controlli si sono concentrati in circa una decina di alberghi e affittacamere tra Mestre e Marghera. Gli agenti hanno eseguito verifiche approfondite sui presenti e sulle loro generalità, con accertamenti incrociati e ispezioni negli alloggi.
Tra le 114 persone identificate, ben 26 risultano gravate da precedenti di polizia o penali. Di queste 26, 18 hanno precedenti specifici per reati collegabili al borseggio.
La Questura sottolinea come alcuni dei soggetti rintracciati siano frequentemente in trasferta verso il centro storico lagunare per commettere i furti con destrezza.
L’attività ha anche coinvolto i gestori delle strutture. Quattro albergatori sono stati denunciati per omissione o ritardata comunicazione delle generalità di oltre quaranta ospiti di diversa nazionalità. Altri due titolari sono stati invece convocati in Questura per ulteriori accertamenti relativi alle prenotazioni e alla registrazione degli arrivi.
Nel corso del servizio è stato inoltre rintracciato un uomo destinatario di un ordine di carcerazione. Sul provvedimento è annotato un decreto di sospensione insieme a una pena pecuniaria; gli agenti hanno provveduto all’identificazione e alle relative formalità previste dalle procedure in uso.
La Questura ha segnalato anche il caso di un cittadino straniero irregolare sul territorio nazionale. Nei suoi confronti il questore Antonio Sbordone ha disposto l’ordine di allontanamento, misura adottata nell’ambito dei controlli per la sicurezza e la regolarità della permanenza sul territorio.
L’operazione rientra in un più ampio dispositivo di prevenzione contro i reati predatori che interessano il centro storico di Venezia, dove i fenomeni di borseggio tendono a intensificarsi in corrispondenza dei flussi turistici.
La Polizia amministrativa ha coordinato l’attività con altre unità della Questura per chiudere il cerchio tra gli episodi registrati in laguna e le basi logistiche sulle quali alcuni sospettati si appoggiano in terraferma.
I controlli hanno avuto un duplice obiettivo: da un lato identificare e verificare eventuali precedenti penali; dall’altro sanzionare possibili irregolarità nella gestione delle presenze negli esercizi ricettivi. Le denunce agli albergatori riguardano precisamente la mancata o ritardata comunicazione delle generalità alle forze dell’ordine, un obbligo previsto per chi ospita clienti.
La Questura ha annunciato che, a seguito degli accertamenti, saranno adottati provvedimenti amministrativi e penalmente rilevanti nei confronti delle persone con posizioni irregolari o destinatari di provvedimenti esecutivi.
Tra le misure previste per contenere il fenomeno del borseggio nel cuore della città lagunare ci sono provvedimenti di allontanamento e restrizioni mirate alla libertà di accesso.
In conseguenza all’operazione saranno emanati otto “Dacur” dal centro storico veneziano.
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