Società

Decreto scuola, ok del governo. Valditara: “Tetto del 30% nelle classi, niente volto coperto, rischio carcere per i genitori”

Palazzo Chigi licenzia il provvedimento che trasforma la semplice raccomandazione sul tetto di alunni stranieri nelle aule in legge dello Stato.

La quota del 30% diventa vincolante per le classi, introducendo meccanismi di redistribuzione territoriale e sanzioni finanziarie dirette per il mancato rispetto delle regole sulla copertura del volto all’interno degli istituti scolastici.

Il criterio guida non guarda unicamente alla cittadinanza anagrafica, ma si concentra sulla reale padronanza della lingua. Sarà l’Ufficio scolastico provinciale a gestire l’instradamento verso plessi vicini per evitare la concentrazione di alunni con difficoltà linguistiche.

“Se in una scuola scelta la capienza è satura, la famiglia porta il figlio in un altro istituto vicario” chiarisce il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il titolare di Viale Trastevere spiega la ratio dell’intervento: “La mancata conoscenza della nostra lingua ha un peso notevolissimo sull’insuccesso scolastico”.

L’altra misura portante stabilisce il divieto di accedere ai corsi con il volto coperto da indumenti religiosi come niqab o burqa, estendendo il blocco a caschi e mascherine sanitarie in assenza di patologie. La trasgressione comporta una sanzione amministrativa a carico della famiglia compresa tra 200 e 1.000 euro.

L’eventuale decisione dei genitori di ritirare le figlie da scuola per sottrarle al divieto farà scattare le sanzioni penali sul contrasto alla dispersione scolastica. “Non si può evitare la norma decidendo di tenere i figli a casa, scattano fino a due anni di reclusione” avverte Valditara, ricordando la severità dei provvedimenti giudiziari sulla responsabilità genitoriale.

Barriera linguistica come fattore di svantaggio

Il fondamento del tetto del 30% risiede nel superamento dell’equazione automatica tra cittadinanza estera e difficoltà di inserimento. L’obiettivo dichiarato punta alla rimozione degli ostacoli di apprendimento legati alla mancata padronanza dell’italiano, fattore identificato dai dati sull’abbandono scolastico come la causa primaria dei fallimenti formativi.

L’intervento sugli organici scolastici attribuisce agli Uffici provinciali la facoltà di distribuire i nuovi iscritti non italofoni tra le strutture del territorio. L’operazione non prevede lo spostamento degli alunni in plessi distanti, ma applica una pianificazione di vicinato analoga ai tetti di capienza già in vigore per la popolazione scolastica generale. Le classi già formate non subiranno modifiche, mentre le regole aggiornate troveranno applicazione per i nuovi accessi al sistema d’istruzione.

Visibilità del volto e garanzia dell’obbligo di studio

La prescrizione che impone di presentarsi in aula a volto scoperto risponde a una duplice esigenza pedagogica e identificativa. Il divieto colpisce in modo uniforme qualsiasi barriera visiva, dagli indumenti religiosi come niqab e burqa ai dispositivi di protezione sanitaria utilizzati senza necessità medica.

L’aspetto sanzionatorio collega la multa amministrativa pecuniaria alla tutela della permanenza dei minori a scuola. Il quadro sanzionatorio prefigura conseguenze penali severe per chiunque tenti di aggirare la disposizione ritirando i figli dalle lezioni, richiamando la responsabilità genitoriale di fronte ai giudici.

“La mancata conoscenza della nostra lingua ha un peso notevolissimo sull’insuccesso scolastico” rimarca il Ministro Valditara durante l’illustrazione della misura. Il titolare dell’Istruzione ribadisce il valore cogente della norma: “Non si tratta di inviare il ragazzo a venti chilometri di distanza, ma di indirizzarlo laddove superi il 30% a scuole di prossimità”. La posizione della linea ministeriale rimane netta anche sulle retrescenze: “Non è che uno possa dire io a questo punto non mando la figlia a scuola perché dovrebbe entrare senza niqab, altrimenti scattano due anni di reclusione”.

Leggi anche

Decreto Scuola, le misure: tetto 30% stranieri in classe, ora di latino alle medie, istituti tecnici e professionali diventano licei. OK del governo. BOZZA


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »