Società

Futuro Nazionale attacca il governo: “Decreto insufficiente, nessun freno all’islamizzazione e risorse sottratte agli italiani”

Non si placano le polemiche attorno al nuovo provvedimento sulla scuola licenziato dal Consiglio dei ministri. A sollevare forti perplessità da destra è Futuro Nazionale, che giudica la misura del governo Meloni del tutto inadeguata rispetto alle criticità che affliggono il sistema scolastico del Paese.

In una nota ufficiale, Rossano Sasso — deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, capogruppo in commissione Cultura, Scienza e Istruzione e responsabile scuola del movimento — esprime un giudizio molto critico: “Accogliamo con riserva il tetto del 30% di alunni stranieri per classe e il divieto di volto coperto. Ma Futuro Nazionale lo dice chiaro: non basta2.

Le accuse di “islamizzazione” e i punti esclusi dal decreto

Secondo l’esponente di FN, il decreto pecca di timidezza su questioni identitarie centrali. Mancano, a suo avviso, norme per contrastare quella che definisce “la vera islamizzazione delle scuole”: nessun blocco alla chiusura degli istituti in occasione del Ramadan, nessuna misura sulle classi utilizzate per la preghiera, né sull’ingresso di imam nelle aule o sulla tutela di canti natalizi, presepi e recite tradizionali. Episodi, sottolinea Sasso, già verificatisi sotto l’attuale esecutivo.

Polemica sui fondi e sulle deroghe

Particolarmente duro è il passaggio relativo agli investimenti economici. Lo stanziamento di circa 18 milioni di euro per il potenziamento della lingua italiana per gli alunni stranieri viene contestato apertamente: “Sono soldi tolti agli studenti italiani. Più passa il tempo e più l’accoglienza degli immigrati risucchia le risorse destinate agli italiani”.

FN critica anche le modalità di applicazione del tetto massimo di studenti stranieri per classe, evidenziando come la presenza di deroghe rischi di renderlo inefficace proprio dove le percentuali sono più alte. Stoccata finale anche sulla riorganizzazione delle scuole secondarie: l’ipotesi di rinominare gli istituti tecnici e professionali in “licei professionali” viene liquidata come una semplice «operazione maquillage».

La battaglia parlamentare

La posizione di Futuro Nazionale si preannuncia di battaglia in vista dell’iter di conversione del decreto. Il partito intende utilizzare come traccia la propria risoluzione già approvata alla Camera, preannunciando la presentazione di numerosi emendamenti. “Avevamo chiesto una legge seria, non la solita fuffa della finta destra. Li aspettiamo al varco in Parlamento e poi decideremo come votare”, conclude Sasso.


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