Lazio

«coperture vaccinali sotto le soglie OMS»

Un’infezione considerata da molti un ricordo del passato torna a bussare con insistenza alla porta della sanità regionale e nazionale. Il virus del morbillo — tra i più contagiosi e insidiosi conosciuti dalla medicina — mostra segnali di ripartenza nel Lazio e in diversi quadranti del Paese.

A lanciare un chiaro segnale d’allarme è l’ultima circolare del Ministero della Salute, che scatta una fotografia dettagliata dell’andamento epidemiologico e delle falle nelle coperture vaccinali.

I numeri ufficiali, elaborati attraverso la piattaforma di sorveglianza Premal, certificano nel Lazio una crescita costante delle notifiche: nei primi cinque mesi del 2026 i casi confermati sono saliti a 54, a fronte dei 47 registrati nello stesso arco temporale del 2025.

Un incremento che posiziona il territorio laziale al terzo posto in Italia per diffusione, preceduto soltanto da Campania e Calabria.

L’identikit dei contagi: picco tra gli adulti e crollo della seconda dose

Ciò che emerge con maggiore evidenza dal report ministeriale non è soltanto il dato numerico assoluto, ma la mutazione del profilo anagrafico dei soggetti colpiti.

Il morbillo non è più una patologia ad esclusiva circolazione infantile: i focolai più recenti mostrano una spiccata concentrazione in specifiche fasce d’età adulte e in precisi contesti geografici, dove lo stato immunitario risulta incompleto o del tutto assente.

Immagine di repertorio

Le principali criticità evidenziate dalla circolare:

Soglia dell’immunità di gregge mancata: L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stabilisce che per azzerare la trasmissione del virus e proteggere le coorti vulnerabili occorre raggiungere e mantenere una copertura pari o superiore al 95% con due dosi.

Il collo di bottiglia del richiamo: Se per la prima somministrazione l’Italia sfiora la soglia di sicurezza senza però agganciarla, il vero crollo si registra sulla seconda dose, dove la media nazionale si ferma a un insufficiente 84,45%.

Nessuna regione promossa: Nel bilancio consolidato relativo al 2024, nessuna Regione o Provincia autonoma italiana è riuscita a traguardare lo standard richiesto dall’OMS per la seconda dose.

Ministero della Salute: «Effetto diretto dello scoperto vaccinale sulla diffusione»

«Si osserva una crescita dei contagi rispetto all’anno precedente — si legge nel testo del documento ministeriale — unita a una concentrazione in specifiche fasce d’età adulte e ad aree geografiche ben definite, con un impatto rilevante dello stato vaccinale sull’incidenza della malattia».

Di fronte a un virus caratterizzato da un indice di trasmissibilità estremamente elevato, l’unica barriera efficace resta l’immunizzazione di massa.

L’obiettivo primario indicato dalle autorità sanitarie è ora quello di intensificare le campagne di richiamo e recuperare gli adulti mai vaccinati, per evitare che la ripresa dei contagi si trasformi in una vera e propria emergenza pandemica locale.

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