Tetto agli alunni stranieri, Meloni: “Nessun ragazzo deve sentirsi nel ghetto. Classi equilibrate per migliorare l’apprendimento”

Scontro sulle classi miste tra Quirinale e Palazzo Chigi? Giorgia Meloni respinge con decisione le ricostruzioni dei media riguardanti una presunta spaccatura con il Capo dello Stato. Intervenuta ai microfoni di 5 Minuti su Rai1, la Presidente del Consiglio analizza l’intervento pronunciato da Sergio Mattarella ad Amatrice, offrendo una lettura in chiave di piena sintonia istituzionale.
Modello d’integrazione e distribuzione degli alunni non italiani rappresentano il fulcro del dibattito nazionale sulla scuola. Durante l’inaugurazione dell’anno scolastico all’istituto omnicomprensivo Sergio Marchionne, il Presidente della Repubblica ha richiamato le parole dell’articolo 34 della Costituzione. “La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati”, ha ricordato Mattarella. Un passaggio fondamentale per evitare barriere sociali: “Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità”.
Interpretazione delle parole del Quirinale da parte dell’esecutivo: l’obiettivo rivendicato dalla premier collima esattamente con il monito presidenziale. “Ho letto questa interpretazione prevalente, per la quale le parole di ieri del Presidente della Repubblica erano delle parole per contestare l’iniziativa del governo, ma personalmente non la leggo così”, esordisce la premier nell’intervista televisiva. L’ostacolo principale per un inserimento effettivo nasce infatti dall’eccessiva concentrazione di alunni senza competenze linguistiche di base all’interno del medesimo gruppo classe. “Il Presidente della Repubblica, per l’appunto, dice: la scuola deve superare le incomunicabilità, non creare ghetti. È chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua”, sottolinea Meloni. La strategia del governo punta su una ripartizione territoriale più proporzionata: “Mentre creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire che un ragazzo straniero, quanto anche i ragazzi italiani, possano sentirsi nel ghetto”.
Fronte fiscale e sanità regionale completano la panoramica dei temi caldi trattati dalla premier, con particolare riferimento alle recenti decisioni sul bollo auto. Alle critiche sollevate dagli amministratori locali dell’opposizione, Palazzo Chigi replica lanciando una sfida aperta ai governatori. “Niente viene tagliato alla sanità regionale. E se i presidenti delle Regioni della sinistra ritengono che questa misura sia così vergognosa, possono sempre decidere di non aderire, rifiutare il contributo dello Stato e far pagare il bollo. Ma temo che non lo faranno. Giustamente, spero non lo faranno”, conclude la Presidente del Consiglio.
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