Marche

«Valorizzare chi già lavora negli appalti» – Cronache Fermane

Michael Egidi, segretario generale Fp Cgil di Fermo

Tutelare e valorizzare i lavoratori che in questi anni hanno garantito i servizi sanitari e socio-sanitari affidati alle cooperative e che, dal prossimo anno, torneranno sotto la gestione pubblica. È la richiesta avanzata dalla FP Cgil di Fermo, che oggi, 22 settembre, ha inviato una nota formale al direttore generale dell’Ast Fermo, Roberto Grinta, coinvolgendo per conoscenza anche i vertici della sanità regionale. Al centro dell’intervento del sindacato c’è la rimodulazione dell’appalto per la gestione di alcuni servizi e presidi della provincia, prevista a partire dal 1° gennaio 2027. Da quella data, secondo quanto riferisce la FP Cgil, l’Ast Fermo subentrerà integralmente nella gestione di tre strutture oggi affidate in appalto alle cooperative: l’ospedale di comunità di Montegiorgio, l’ospedale di comunità di Sant’Elpidio a Mare e il centro diurno Alzheimer di Montegranaro.

«Si tratta di un passaggio importante, che riporta sotto la gestione pubblica funzioni sanitarie e socio-sanitarie essenziali per i territori interessati – sottolinea Michael Egidi, segretario generale FP Cgil Fermo –. Ma questo processo di reinternalizzazione non può prescindere dal riconoscimento del lavoro svolto in questi anni dal personale impiegato dalle cooperative appaltatrici, che ha garantito con professionalità l’assistenza diretta ai pazienti».

La questione posta dal sindacato riguarda quindi il futuro occupazionale degli addetti che già operano all’interno dei servizi interessati. La FP Cgil richiama in particolare l’articolo 10, comma 7, del decreto legge 34/2023, convertito nella legge 56/2023. Secondo l’interpretazione richiamata dall’organizzazione sindacale, nei casi di reinternalizzazione dei servizi esternalizzati la norma prevede, nelle procedure selettive di reclutamento, una riserva di posti fino al 50% in favore del personale sanitario e socio-sanitario già impiegato nei servizi, a condizione che abbia svolto almeno sei mesi di assistenza ai pazienti.

Da qui la richiesta rivolta all’Ast Fermo, alla Regione Marche e al Dipartimento Salute affinché, nel percorso che accompagnerà il ritorno alla gestione diretta, vengano attivate le procedure previste dalla normativa per valorizzare l’esperienza maturata dai lavoratori. «Chiediamo che questa norma venga applicata senza esitazioni – afferma Matteo Pintucci, segretario generale FP Cgil Marche –. Sarebbe inaccettabile che lavoratrici e lavoratori che da anni assistono pazienti e utenti si trovino, a fine appalto, senza alcuna garanzia di continuità occupazionale».

Per FP Cgil, dunque, il ritorno alla gestione pubblica dei tre servizi deve procedere insieme alla tutela di chi vi opera già. «La reinternalizzazione – conclude Pintucci – deve essere un’opportunità di stabilizzazione, non un rischio per chi ha già dato tanto a questi servizi».


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