«Cattedrale vincolata». Porto Sant’Elpidio, Legambiente va avanti. L’ultima speranza per poter salvare l’opera in attesa dell’incontro definitivo
PORTO SANT’ELPIDIO In attesa della Conferenza dei servizi decisoria per le sorti della Cattedrale, la presidente di Legambiente a Porto Sant’Elpidio Katia Fabiani torna a battere sul dente che duole: il vincolo paesaggistico.
L’iter
Si ripercorre la storia, 25 anni di bene vincolato, il tira e molla fra istituzioni e proprietà: da un lato la tutela storico architettonica, dall’altro la volontà di riqualificare tenendo insieme aspetti economici, burocrazia, fattibilità e interesse del privato a bonificare e costruire. Oggi si rimarca che siamo all’ultimo step.
Un report dell’Università, ente terzo voluto e costato al Comune 25mila euro, indica di sperimentare nuove soluzioni per tenere in piedi la Cattedrale e risanarla.
Da qui la richiesta al sindaco: superare l’ultimo ostacolo prevedendo un recupero, non l’abbattimento. «Ci sono momenti in cui bisogna decidere e questo è uno di quei momenti – afferma la presidente del circolo cittadino – 25 anni fa, 29 agosto 2001, il soprintendente Francesco Scoppola pose il vincolo di tutela riconoscendo il valore storico, culturale e identitario della Cattedrale. Da allora sono cambiate proprietà, sindaci e soprintendenti. Ci sono stati ricorsi al Tar, blocchi dei lavori e procedimenti.
Ma una cosa non è mai cambiata: il vincolo è rimasto». I soprintendenti che si sono succeduti, prosegue Fabiani, che fa anche parte del Coordinamento per la tutela della Fim «hanno continuato a difendere il vincolo mentre la proprietà ha sempre chiesto la demolizione della Cattedrale. Oggi però c’è una novità: l’Università di Bologna ha individuato un possibile percorso tecnico, richiamando interventi realizzati in casi analoghi, e indicando un passaggio successivo: realizzare una campagna sperimentale su un tratto di muro per verificare la possibilità di restauro. Non è garanzia di successo, ma è il metodo che la scienza indica per cercare una soluzione». Fabiani si sorprende del fatto «che proprio ora venga proposta la demolizione. Perché fermarsi, quando gli esperti indicano il passo successivo? – domanda la referente degli ambientalisti, e aggiunge – questa vicenda assomiglia a una maratona: dopo 25 anni siamo all’ultimo chilometro, il più difficile ma quello che porta al traguardo. Nessun maratoneta rinuncia in quel momento, stringe i denti e prova ad arrivare in fondo. La campagna sperimentale – insiste la referente ambientalista – è il nostro ultimo chilometro: l’unico modo per verificare con rigore scientifico se la Cattedrale potrà essere conservata. Rinunciare prima di tentare significa dire che la corsa finisce qui. La Cattedrale è in piedi, tutelata dal vincolo e rappresenta la nostra memoria storica. Ogni possibilità va perseguita fino in fondo».
Le richieste
Si chiede alla soprintendenza di attivarsi con Arpam, Ast e Regione «se lo chiederà, non diranno di no alla campagna sperimentale». E al sindaco si fa presente che «nessuno chiede di garantire la vittoria, chiediamo di non interrompere la corsa quando il traguardo è a pochi passi. Un sindaco si ricorda per le sfide che ha avuto il coraggio di affrontare non per quelle a cui ha rinunciato».




