calci alle auto, volanti circondate e agenti spintonati

FERMO Volanti accerchiate e poliziotti minacciati, per due volte nel giro di poche ore. I due episodi, avvenuti domenica in rapida successione a Lido Tre Archi, in entrambi i casi con dei gruppi di stranieri come protagonisti, accende la protesta del Sap, Sindacato autonomo di polizia, che torna a denunciare una situazione lavorativa insostenibile per le Volanti in provincia.
«Colleghi chiamati a garantire sicurezza, legalità e presenza dello Stato si trovano, troppo spesso, a dover fronteggiare da soli gruppi di persone ostili, aggressività crescente, ostacoli ai controlli e comportamenti che mettono direttamente in discussione l’autorità delle istituzioni», denuncia il segretario provinciale Sandro Patacconi.
I controlli
Tutto nasce da un normale controllo nel quartiere costiero fermano. Uno straniero viene fermato da una pattuglia, ma in pochi istanti la Volante si trova accerchiata. Serve l’intervento di una seconda vettura della polizia per ristabilire condizioni di sicurezza per gli agenti e proseguire l’attività.
Ma poco più tardi lo scenario si ripete e si aggrava. Cambia solo la nazionalità della persona fermata, anche lui straniero. Ancora una volta, i poliziotti fermano un cittadino e si arriva all’aggressione fisica dei poliziotti, circondati e ripetutamente spintonati per non concludere i controlli. Un manipolo di stranieri infuriati prende a calci e danneggia l’auto della Volante. I familiari dello straniero fermato riescono a sottrarlo con violenza dagli agenti e a portarlo via.
L’accerchiamento
«Questa è la fotografia reale della sicurezza – attacca il Sap – Equipaggi accerchiati, operatori spintonati, mezzi di servizio danneggiati e controlli resi impossibili dalla prepotenza di chi ritiene di poter decidere quando lo Stato può intervenire e quando, invece, deve farsi da parte. Lo Stato dov’è? I cittadini vedono quello che accade e le Volanti sempre più spesso costrette a intervenire in inferiorità numerica. Fino a pochi anni fa certi comportamenti sarebbero stati inconcepibili. Si sente la distanza tra chi parla di sicurezza dagli uffici e chi deve garantirla sulla strada. La macchina operativa chiede di essere sempre pronti, lucidi, professionali, ma troppo spesso non offre uomini, mezzi, protezione e autorevolezza sufficienti per affrontare la realtà».
I trasferimenti
Il sindacato evidenzia che sempre più spesso i poliziotti chiedono di essere trasferiti dai servizi in strada a mansioni non operative. «Non è codardia né mancanza di spirito di servizio, ma il risultato dell’esposizione ad anni di umiliazione, insulti, spinte, accerchiamenti. A chi invoca l’esercito e parla di teatri di guerra o propone soluzioni semplicistiche, chiediamo di non usare slogan su questioni che non conoscono. Forze armate e forze di polizia hanno compiti, addestramento, catene di comando e quadri operativi differenti.
Le prime hanno specifiche regole d’ingaggio, le seconde operano quotidianamente sul territorio, a contatto con la popolazione e all’interno di un sistema di garanzie, responsabilità e vincoli giuridici diverso, ogni intervento va valutato secondo principi di legalità, necessità, gradualità e proporzionalità». La differenza, per il Sap, è la quotidiana imprevedibilità e la potenziale violenza delle situazioni.
«Siamo stanchi di questo continuo attacco all’autorità dello Stato – concludono Patacconi e il Sap – La sicurezza si garantisce dando agli operatori organici, formazione, coordinamento, strumenti e condizioni operative. Non chiediamo privilegi, ma di lavorare senza diventare bersaglio di aggressioni che l’Amministrazione e lo Stato hanno il dovere di prevenire e contrastare».




